L'Intervista della settimana Joomla! - il sistema di gestione di contenuti e portali dinamici http://sportjonico.it/index.php?option=com_content&view=category&id=203&layout=blog&Itemid=693 Thu, 23 Nov 2017 07:09:33 +0000 Joomla! 1.5 - Open Source Content Management it-it Onofrio Smiroldo: " Soddisfatto del Città di Roccalumera. Con il Casalvecchio ritorno a giocare con gli amici di sempre". http://sportjonico.it/index.php?option=com_content&view=article&id=14731:onofrio-smiroldo-q-soddisfatto-del-citta-di-roccalumera-con-il-casalvecchio-ritorno-a-giocare-con-gli-amici-di-semmpreq&catid=203:lintervista-della-settimana&Itemid=693 http://sportjonico.it/index.php?option=com_content&view=article&id=14731:onofrio-smiroldo-q-soddisfatto-del-citta-di-roccalumera-con-il-casalvecchio-ritorno-a-giocare-con-gli-amici-di-semmpreq&catid=203:lintervista-della-settimana&Itemid=693 Un ragazzo semplice, umile ma allo stesso ambizioso con la passione del calcio, ormai lui è un veterano, un giocatore 32enne che ha dato ma allo stesso tempo ha ricevuto tanto dal “mondo del pallone”.

Lui è un centrocampista, un motorino della zona nevralgica del centrocampo, nella sua lunga carriera ha indossato le maglie dei maggiori ed importanti club della riviera jonica dall’Antillese squadra del suo paese, Interclub Barracca allo Sportinsieme, dalla Robur all’Alì Terme, per passare dall’Akron Savoca al Calcio Sparagonà per finire al Città di Roccalumera.

Stiamo parlando di Onofrio Smiroldo che ha scelto le proprie squadre guardando allo spirito di gruppo, all’amicizia dei giocatori ma soprattutto la voglia di divertirsi alla stesso tempo anche vincere, lui per questo è un esperto con diversi campionati vinti con tante finali play-off disputati, alcune finite male come quella dell’ultima stagione con la maglia del Città di Roccalumera.

Propria dall’ultima sua esperienza iniziamo la nostra chiacchierata con Onofrio Smiroldo sempre pacato anche davanti ad una granita a caffè con panna ed briosche, lui  da rigoroso vita d’atleta solo un caffe freddo.

Allora  facciamo un bilancio delle due stagioni con il Città di Roccalumera? “ Piuttosto positivo, sono soddisfatto della mia permanenza al Città due stagioni con la  vittoria del campionato di Terza Categoria e la finale play-off per il salto di categoria in Prima, dopo aver condotto sempre in testa il torneo, purtroppo questo è il calcio”.

Cosa ti ricorda la gara persa in casa con l’Itala: “ Contro l’Itala ci bastava un punto, invece è capitato di tutto abbiamo creato numerose occasioni, abbiamo sbagliato un calcio di rigore……da quella gara è cambiato il nostro cammino.”

Eppure voi da matricola non siete partiti per vincere il campionato, quando avete capito che poteva arrivare qualcosa di importante? “ Secondo me sono stati determinanti le due gare vinte sul campo del Terme Vigliatore (2-0) e Merì (1-0), dove nonostante le difficoltà, abbiamo dimostrato di meritare il primo posto”.

Possiamo affermare che Onofrio Smiroldo è  il giocatore-promozione  dalla mentalità vincente? “Non direi questo, ho avuto sempre la fortuna di giocare con squadre importanti nei momenti importanti della mia vita di calciatore,  ho vinto dei campionati, come  non posso dimenticare lo spareggio Antillese- Trappitello giocato a Furci vinto per 1-0 che ha portato la squadra antillese in Seconda Categoria o la finale spareggio Antillese – Robur vinta dal Letojanni per 3-2. Oppure la semifinale play-off con lo Sportinsieme contro l'Uragano Cep nella stagione 2003/2004 sul neutro di Villafranca ovvero il Terreni forte."

Ritornando al Città di Roccalumera il tuo rapporto con il Presidente Antonio Sterrantino? “ Ottimo rapporto sempre disponibile, penso che la cosa sia stata reciproca, penso che i dirigenti del Città non si possono lamentare del mio operato in questi due anni, spero che il nostro rapporto continui l’amicizia va oltre ogni cosa. Approfitto di fare un grosso in bocca al lupo per fare meglio della scorsa stagione”.

Dal Presidente Sterrantino allo staff tecnico Carmelo Campailla e Enzo Famulari: “ Il rapporto che mi lega con i due mister più che ottimo.  Con Campailla siamo stati compagni di squadra ai tempi dello Sportinsieme (2003-04), a Roccalumera come allenatore ha dato molto alla squadra, ha dato tanto a livello personale. Invece Enzo Famulari, un mister molto composto, preciso e di poche parole, un sostegno importante per mister Campailla”.

Onofrio tu sei un veterano del calcio, hai indossato diverse casacche, allo stesso tempo hai avuto diversi allenatori oltre Campailla e Famulari, Pippo Barca, Salvo Principato, Enzo Filoramo, Guglielmo Mastroieni, Salvo Basile, Giovanni Ruggeri , Carmelo Rigano? “ E’ vero ho avuto tanti allenatori ognuno di loro mi ha dato tanto nella mia formazione calcistica, soprattutto umana. Allenatori che hanno dato tanto non solo a me, ma a tutto il calcio della riviera jonica”.

Poi avuto come allenatore anche Pippo Giunta? “Una grande persona, un grande mister, posso affermare un maestro di vita, ci allenava con gioia, entusiasmo facendoci capire attraverso lo sport i valori della vita. Un mister che non dimenticherò, al di là dell’amicizia che mi lega con la famiglia.  Ricordo con piacere che lui mi ha voluto fortemente ad Alì Terme…. purtroppo nella prima parte del campionato quando  c’ era  mister Giunta non potevo giocare perché dovevo aspettare il trasferimento a Dicembre mi potevo solo allenare, questo è un grande rimpianto che mi porterò sempre con me”

Dai ricordi del passato alla tua nuova scelta quella di giocare la prossima stagione con la maglia del Casalvecchio Siculo? “ Ritorno a giocare con gli amici con cui condivido altri momenti della vita di tutti i giorni. Ho avuto anche altre proposte, alla fine ho scelto il progetto del Casalvecchio nella persona del Presidente Cosimo Cicala, lo ringrazio per l’interesse mostrato per portami a vestire la maglia casalvetina, come l’amico (ndr grazie ad una  corte spietata) di  Lele Giunta e del mister Alessandro Moschella, spero di ricambiare la loro fiducia sul campo”.

Il mercato del Casalvecchio, oltre te sono arrivati Miceli, Trimarchi e Paratore si propone come una squadra da battere? “E’ prematuro affermare ciò, ogni campionato è una storia a sé, con i nomi non si vincono i campionati, alla fine è sempre il campo a decidere, quello che conta è lo spirito di gruppo ed allenarsi seriamente durante la settimana per raccogliere i frutti la domenica”.

Nelle ultime stagioni vanti un “record personale” quello di essere stato sempre in campo? “ E’ vero nelle due stagioni di campionato  a Roccalumera tra la Terza e Seconda Categoria su 50 partite disputate ho collezionato 50 presenzeche salgono a 53 se  teniamo in conto della gara dello spareggio e delle due gare play-off”.

Onofrio siamo alla fine, come tu ben sai io concludo con il classico giochino della “torre”, sinceramente mi viene difficile indicare tre nomi da buttare giù vista la tua lunga carriera, ma posso indicare in tre squadre il tuo percorso da giocatore: Sportinsieme, Robur e Alì Terme? “ Non posso buttare nessuna delle tre Società, ognuna di loro è stato un momento diverso della mia vita da calciatore, lo Sportinsieme dove ho iniziato da giovane mi legano ricordi particolari, non posso buttare il periodo a Letoajnni con una persona eccezionale come Carmelino Laganà o mister Giovanni Ruggeristesso dicasi dell’Alì Terme, altri momenti indimenticabili nella stagione con mister Salvo Basile.

Tu hai citato Sportinsieme, Robur e Alì Terme, se mi permetti non posso dimenticare la squadra del mio paese dove sono nato, l’Antillese che mi ha permesso di iniziare a praticare come tutti i ragazzi a giocare a calcio”.

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info@sportjonico.it (di "Mimmo Muscolino") L'Intervista della settimana Mon, 07 Aug 2017 01:44:00 +0000
Sebastiano Perrone premiato con il “The Best Coach 2016”: un premio che mi dà gioia e orgoglio che condivido con la “famiglia” Valdinisi. http://sportjonico.it/index.php?option=com_content&view=article&id=13782:sebastiano-perrone-premiato-con-il-the-best-coach-2016-un-premio-che-mi-da-gioia-e-orgoglio-che-condivido-con-la-famiglia-valdinisi-&catid=203:lintervista-della-settimana&Itemid=693 http://sportjonico.it/index.php?option=com_content&view=article&id=13782:sebastiano-perrone-premiato-con-il-the-best-coach-2016-un-premio-che-mi-da-gioia-e-orgoglio-che-condivido-con-la-famiglia-valdinisi-&catid=203:lintervista-della-settimana&Itemid=693 Qualsiasi premio o riconoscimento che si riceve ha sempre il suo valore, il suo fascino, un sapore speciale che certamente non si dimenticherà mai, anzi usando la stessa termologia del nostro intervistato “rimarrà per sempre nel suo cuore”.  In futuro potranno arrivare altri riconoscimenti personali, ma il primo è senz’altro diverso…..il primo amore non si scorda mai…….

Certo il riconoscimento è arrivato per “merito” acquisito sul campo, grazie alla vittoria del campionato di Seconda Categoria con il suo Valdinisi, ma è il risultato di anni di passione, d’impegno, ma anche di sacrifici personali che alla fine sono stati premiati con “The Best Coach 2016” un premio che l’Associazione di Messina ogni anno dà a chi vince un campionato.

Il suo è il primo da allenatore, un premio assegnato dall’Associazione Italiana di Messina in occasione della cerimonia dello scorso 18 Dicembre 2016 a Santa Lucia del Mela.  Un successo personale che lui ha inteso condividere con tutta la famiglia della Valdinisi, dai dirigenti, ai suoi collaboratori per passare ai giocatori, stiamo parlando di mister Sebastiano Perrone che continuerà – come ci ha dichiarato nel corso dell’intervista – ad allenare con la stessa passione cercando di migliorarsi  giorno per giorno”.

Un allenatore subito vincente: La sua carriera da allenatore è ancora giovanissima, nel suo destino come in quella da giocatore, c’è Savoca, dall’A.C.S Savoca  (parliamo a metà degli anni ’80, dove ha iniziato la sua carriera calcistica) all’Akron Savoca nel 2013 ancora da giocatore inizia a vestire i panni di “mister” collaborando con Daniele Tusano (vittoria del campionato di Terza Categoria), la stagione successiva da collaboratore ad allenatore conquista  il quinto posto che vale l’accesso alla semifinale play-off. Poi accetta con entusiasmo la chiamata arrivata nell’estate 2015 dal Valdinisi: 39 punti conquistati, grazie a 11 vittorie, 6 pareggi e 1 sconfitte, frutto di 38  fatti e 16 subiti che vale la Prima Categoria.

Allora mister che sensazione si prova a ricevere un premio del genere? “Ricevere un riconoscimento per il lavoro fatto sicuramente mi riempie di gioia e di orgoglio. Rappresenta il mio primo successo personale da allenatore, giunto dopo qualche amarezza e delusione, e quindi rimarrà per sempre nel mio cuore. Vincere un campionato non è mai facile ed ancor di più vincerlo come è stato fatto partendo da outsider, con il miglior attacco e la migliore difesa e con una sola sconfitta in tutta la stagione”.

Un riconoscimento che ripaga di tanti sacrifici sostenuti prima di tagliare il traguardo con la Valdinisi? “ Personalmente rappresenta il traguardo di un percorso iniziato con l’Akron Savoca 2013/14 dove in veste di collaboratore e di giocatore raggiungemmo la promozione in Seconda Categoria, proseguendo da allenatore dell’Akron con l’amara sconfitta nei play-off on 8 contro 11 al secondo tempo supplementare della stagione 2014/15 contro la Nuova Indipendente.”

E ‘scontato che tutto questo lo condividi con il resto della squadra. Ma una dedica particolare….visto che la prima volta non si scorda mai?Voglio pubblicamente ringraziare tutta la Società Valdinisi che mi ha appoggiato ed aiutato per tutta la stagione ed ovviamente tutti i ragazzi della squadra veri artefici della vittoria. In campo, come dico sempre, non va il mister ma vanno i giocatori e sono solo loro che possono vincere le partite mentre se si perde la colpa è dell’allenatore. Un ringraziamento speciale lo devo sicuramente ai miei due collaboratori, Enrico Santoro e Pippo Di Pietro, con cui divido in ogni senso il premio ricevuto. Rappresentano per me non solo due grandi allenatori e collaborato, ma anche due persone eccezionali, due fratelli e che mi auguro possono raggiungere grandi traguardi calcistici”.

Adesso cosa cambia in Sebastiano Perrone allenatore? “ Non cambia assolutamente nulla, continuerò con passione ad allenare cercando di migliorarmi ogni giorno, con lo studio, l’applicazione e l’esperienza che man mano si matura. Abbiamo concluso il girone d’andata in quarta posizione e con tutta sincerità, per come sono andate le partite i ragazzi meritavano qualche punticino in più, siamo come dire in credito con la sorte.

Cercheremo di rimanere più a lungo possibile nelle zone alte della classifica consapevoli però che tante squadre sono forti ed attrezzate e peraltro si sono fortemente rinforzate del mercato dicembrino. Io sono contentissimo dei giocatori che ho a disposizione un giusto mix di giovani e meno giovani, ma soprattutto di ragazzi eccezionali, umili e con grandi margini di miglioramento”.

Cosa ha pensato quando ti hanno chiamato a ricevere il premio? “ Ho pensato che lì non dovevo essere solo a riceverlo, ma dovevano esserci tutti i giocatori, tutto lo staff tecnico e tutti i dirigenti della Valdinisi perché in verità è stata davvero una vittoria di tutti, e di due paesi uniti calcisticamente, Nizza di Sicilia e Alì Terme.

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info@sportjonico.it (di "M.Muscolino") L'Intervista della settimana Sat, 31 Dec 2016 20:55:50 +0000
Riccardo D’Amico il faro della rivelazione Limina: “ sono una persona pretenziosa…nel mio Limina più che compagni siamo amici.” http://sportjonico.it/index.php?option=com_content&view=article&id=13780:riccardo-damico-il-faro-della-rivelazione-limina-sono-una-persona-pretenziosanel-mio-limina-piu-che-compagni-siamo-amici&catid=203:lintervista-della-settimana&Itemid=693 http://sportjonico.it/index.php?option=com_content&view=article&id=13780:riccardo-damico-il-faro-della-rivelazione-limina-sono-una-persona-pretenziosanel-mio-limina-piu-che-compagni-siamo-amici&catid=203:lintervista-della-settimana&Itemid=693 Qual è la squadra rivelazione del campionato di Seconda Categoria del Girone  E, senza alcun dubbio senz’altro il Limina del Presidente Antonio Puglisi.

Nonostante si sia presentata da matricola, ha fatto parlare subito di sé, infatti, i ragazzi di mister Filippo Ragusa hanno messo in campo le stesse caratteristiche di squadra che quattro anni fa diede inizio alla nuova realtà liminese: uno per tutti, tutti per uno, lo spirito del gruppo è l’arma vincente.

Certo in ogni gruppo ci sono delle personalità che spiccano più di tutti, noi citiamo due giocatori: un liminese doc Carmelo Puglia e lo “straniero” Riccardo D’Amico, ormai naturalizzato liminese, proprio con  il centrocampista  furcese abbiamo analizzato il cammino di queste prime nove giornate della compagine liminese, gli obiettivi di squadra, ma anche personali di un una persona  che lui stesso si definisce “molto pretenziosa”.

Allora Richy possiamo fare un bilancio di questa prima parte del campionato del Limina che si presenta da matricola in Seconda Categoria, possiamo affermare del tutto positivo? Innanzitutto ti ringrazio per l’intervista e ti faccio i miei complimenti per la passione con cui porti avanti Sportjonico.it; parlando del Limina possiamo tranquillamente dire che arrivati alla nona giornata ha disputato una prima fase di stagione davvero positiva, condita da tre vittore, cinque pareggi e una sola sconfitta non dimenticando che abbiamo lasciato il nostro stadio di casa inviolato fino a questo momento”.

Tra le note positive di questa prima parte del torneo, il Limina è stata l’unica squadra del girone per diverse giornate imbattuta….vi ha pesato tale “primato”? Sicuramente abbiamo ripercorso la scia della scorsa stagione dove per le prime sette giornate siamo rimaste imbattuti e ci siamo ripetuti quest’anno con l’unica variante che siamo saliti di categoria, ciò dimostra che la squadra ha un’identità caratteriale e di gioco palesandolo sul campo”.

Nella vostra compagine ci sono stati diversi giocatori alla loro prima esperienza in Seconda…visti i risultati “esame superato” a pieni voti? “Sulla carta ciò che dice è vero ma fortunatamente da noi viene prima il gruppo e così facendo diventiamo tutti importanti e uguali agli occhi del compagno, solo così possiamo aspirare a divertici ma con la testa sempre in alto rivolta con aspirazione ad obiettivi futuri”.

Questa prima parte del torneo il campo ha dato le sue indicazioni: le prime tre della classe giocheranno per la vittoria finale, sei d’accordo? “ Abbiamo avuto il piacere di giocare contro tutte e tre le squadre che ci precedono è posso tranquillamente dire che meritano la posizione che occupano, squadre attrezzate  con giocatori di livello”.

Il Limina può essere il quarto incomodo per giocarsi fino alla fine la possibilità di lottare per il primato? “ Il Limina come recitano anche le partite, ha perso solo contro il Pisano, pareggiando con le altre due compagini di testa, ciò denota che meritiamo i punti guadagnati sul campo, di sicuro mi attengo sempre al verdetto del campo consapevole dei nostri mezzi”.

Certo, il Limina si deve guardare anche di altre squadre come l’Agostiniana notevolmente rafforza nel mercato dicembrino, per non parlare del Calcio Giarre, Pasteria, non sottovaluterei l’Akron…sarà una bella volata play-off? “ Tutte le squadre joniche e non, possono arrivare ai play-off, la classifica è molto corta e un passo falso può pregiudicare l’accesso alla griglia, importanti a mio parere saranno le partite da vincere in casa, ma soprattutto da non perdere fuori, perché anche i punti ottenuti dai pareggi a fine campionato serviranno molto per il piazzamento”.

Richy come giudichi il tuo campionato fino a questo momento, è secondo le tue aspettative…? “ Per quanto mi riguarda, io sono una persona molto pretenziosa da me stesso,  posso dirti che desiderei dare molto di più al Limina, innanzitutto mi piacerebbe realizzare la prima rete stagionale e secondariamente servire più assist decisivi ai miei compagni per risolvere le partite.”

In squadra c’è un certo Lorenzo……a casa parlate del Limina, degli eventuali errori commessi, in qualità di fratello maggiore sei ascoltato? “ Si’, un vero piacere giocare a fianco di mio fratello, parliamo spesso delle partite soprattutto dall’atteggiamento da avere in allenamento per ricevere i frutti durante le gare, mi ascolta essendo il fratello maggiore ma devo dire che anche io sto imparando molto dalla sua presenza. Sono molto contento che quest’anno giochi con noi potrà crescer molto sotto l’occhio del mister, ma soprattutto  aiutato da un gruppo che l’ha accolto subito bene”.

Il tuo ruolo è centrocampista con la licenza di tirare i calci di punizione…..ormai noti alla D’Amico delle parabole che spesso sono assist vincenti? “ Ti ringrazio per la definizione, sono del parere che le partite di qualunque categoria si decidano all’80% sui calci da fermo, mi  alleno ogni fine allenamento questo fondamentale per aiutare la squadra ad avere più benefici possibili, spero di migliorare sempre di più”.

Cosa è, cosa rappresenta la tua esperienza con la maglia del Limina? “ La mia esperienza a Limina non posso definirla solo calcistica, perché indossare questa divisa significa rappresentare lo stile della dirigenza e del mister, giocare per un paese che ci tiene  che vuole vederci dare sempre il massimo, lo scorso anno conclusosi con la vittoria del campionato è stata solo la ciliegina di una cavalcata fantastica che ha lasciato dentro di me dei rapporti che vanno oltre il calcio e di cui vado fiero, ragion per cui posso affermare che sarei rimasto a prescindere della vittoria del campionato perché prima di essere compagni siamo amici”.

Ti faccio tre nomi di quattro compagni di squadra, me li devi definire con un aggettivo con specifica spiegazione: il capitano Filippo Intelisano, Andrea Leo, Thomas Paratore e Marwin Costa? “Sono persone a cui sono molto legato, se dovessi utilizzare un aggettivo li definirei come persone buone e umili, siamo amici fuori dal campo per motivi diversi ma ci accomuna la voglia e la semplicità di stare insieme”.

Se ti nomino Nino Chillemi, Nino Costa e Gianpiero Lo Giudice tre giocatori che rappresentano il “12” uomo in campo, i vostri primi  tifosi? “Sono persone splendide, mettono positività alla squadra e sono loro che il primo anno hanno fatto parte di questa Società insieme ad altri compagni ancora presenti nel nostro organico, meritano il mio massimo rispetto per dedizione e la passione che hanno per questo sport e  per diquesta maglia”

Ultima domando con un gioco, su una torre si trovano mister Filippo Ragusa, il Presidente Antonio Puglisi e il sempre verde Carmelo Puglia, chi butteresti giù, ovviamente con la relativa motivazione? “Non potrei davvero buttare nessuno da questa torre, Carmelo Puglia che dire, il nostro highlander, immenso ed instancabile colonna di questa squadra e di questo paese, nominerei anche il vicepresidente Sebastiano Costa che insieme al Presidente Antonio Puglisi e il mister Filippo Ragusa   sono il trittico perfetto, senza di loro la squadra non ci sarebbe  e non avrebbe mai questi principi”.

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info@sportjonico.it (di "Mimmo Muscolino") L'Intervista della settimana Sat, 31 Dec 2016 20:34:15 +0000
Emanuele Monaco: Il mio ritorno al Calcio a 5...penso che sia lo sport adatto a me". Dopo l'Akron adesso c'è l'Alias. http://sportjonico.it/index.php?option=com_content&view=article&id=13778:emanuele-monaco-il-mio-ritorno-al-calcio-a-5penso-che-sia-lo-sport-adatto-a-meq-dopo-lakron-adesso-ce-lalias&catid=203:lintervista-della-settimana&Itemid=693 http://sportjonico.it/index.php?option=com_content&view=article&id=13778:emanuele-monaco-il-mio-ritorno-al-calcio-a-5penso-che-sia-lo-sport-adatto-a-meq-dopo-lakron-adesso-ce-lalias&catid=203:lintervista-della-settimana&Itemid=693 Il suo amore per il pallone non si discute tanto la sua crescita è stata un binomio con il terreno di gioco, soprattutto di un’area del campo, in particolar modo lo specchio della porta con i suoi guantoni ed la maglia numero uno sulle spalle, una casacca portata dai primi calci bruciando rapidamente le tappe delle varie categorie giovanili, mettendosi in mostra nei campionati Giovanissimi e Allievi Regionali, tanto da esordire ancora non maggiorenne in Promozione contribuendo alla salvezza del suo Sportinsieme (stagione 2012-13) la squadra dove è cresciuto calcisticamente.

Poi come succede spesso nella vita, le cose cambiano, anche il mondo del pallone non sfugge a questa regola, ecco che per qualche anno la sua vita di calciatore è altalenante (esperienze con  Nuova Indipendente, Atletico Taormina (perde la finale play-off) tanto da pensare anche ad appendere i guantoni al chiodo.

Invece, succede quello che non ti aspetti, nell’estate 2015 arrivano le sirene dell’Akron Savoca di vestire la maglia numero 1 del calcio a 5 di mister Arturo Carciotto. . Per lui, un’assoluta novità ma una scommessa da vincere, ma soprattutto fare nuova esperienza alla fine scrive nella sua bacheca personale la vittoria del campionato che va ad aggiungersi a quelli vinti nel settore giovanile dello Sportinsieme.

Una lunga introduzione per un giovane ragazzo che dopo la breve parentesi con la Valdinisi in Prima Categoria ritorna ad essere protagonista nel campionato di calcio a 5. Stiamo parlando del 22enne  Emanuele Monaco che nella sua carriera ha vestito la casacca dello Sportinsieme, Nuova Indipendente, Atletico Taormina e Akron Savoca, adesso quella dell’Alias…..allora Emanuele, il primo amore non si scorda mai (calcio a 11), breve parentesi, adesso il ritorno al Calcio a 5?” È già ...il calcio a 11 mi ha dato tanto nella mia vita. Mi ha fatto conoscere tante persone e amici che oltre il campo ci vogliamo bene e ci rispettiamo tutti. Torno al calcio a 5 con più voglia dell’ anno scorso e con un pò di esperienza in più”.

Che cosa ti ha convinto a ritornare alla disputa del campionato di calcio a 5?Il  motivo principale sono stati i problemi fisici...poi mi sono accorto che non mi diverto più come prima.  Il livello è calato rispetto a 3-4 anni fa, ora anche in Eccellenza ci sono partite che finiscono 7a 0 o 8-1 ..questo è sintomo che il calcio in Sicilia sta perdendo valore. Il calcio a 5 al contrario si sta via via avviando ad una crescita importante. Mi ha convinto il campionato dell’ anno scorso con la maglia dell’Akron Savoca che oltre a vincerlo mi ha fatto divertire,  penso che questo sia lo sport adatto a me”.

Tu sei stato uno dei protagonisti della promozione dell'Akron Savoca in C/2........perchè alla fine hai preferito indossare la maglia del Valdinisi? “Non sono stato solo io il protagonista ma tutti i miei ex compagni di squadra che ognuno ha dato il suo contributo importante per la vittoria del campionato. Li ringrazio tutt’ora per la bellissima stagione che mi hanno fatto vivere. Guarda ad inizio anno ero dubbioso su cosa fare se tornare al calcio a  11 o a 5 c’ erano tante richieste per entrambe le categorie ma mi ero deciso di riprovare dj nuovo la porta grande che mi aveva visto protagonista in queste categorie dalla Promozione alla Seconda, una persona importante in estate era stata il mio grande preparatore dei portieri Pippo Di Pietro colui che mi consacrato come portiere mi aveva convinto a sposare questa avventura ma  ahimè i problemi fisici mi hanno fatto mollare in anticipo”.

A Dicembre la scelta dell'Alias perchè non un'altra squadra? “Ho scelto  l’Alias  per vari motivi, innanzitutto  per mister Sergio Briguglio grande amico mio e grande persona grande intenditore  di futsal dopo un via vai lungo dall’ estate a Dicembre siamo arrivati all’accordo. Conosco i ragazzi e mi sono trovato subito a mio aggio, sono delle bravissime persone, non mancano mai agli allenamenti e si allenano in modo esemplare.”

Il debutto in maglia arancione dell'Alias è stato vincente, il derby contro i cugini della Pgs....emozione particolare?Il debutto con l’Alias è stato scoppiettante,  per problemi che non vi vengo a dire eravamo 8 compreso il mister.. ma sin dagli allenamenti pre-derby c’era la voglia di vincerla questa partita per dimostrare che non eravamo quelli delle prime partite. Una partita il derby in cui sotto di due gol per due deviazioni non abbiamo mai mollato abbiamo pareggiato poi a 5 minuti dalla fine hanno fatto il 3 a2 il cui tiro ho visto solo all’ ultimo secondo ..3a 3 nasce da una mia uscita fuori dalla porta con un anticipo errato del difensore che ha fatto un assist al nostro compagno, poi sapete tutti com’è finita...i derby non si giocano i derby si vincono... “

Una cosa che non scorderai mai nel tuo periodo all'Akron Savoca? “Non scorderò mai il grande campionato che abbiamo fatto e le bellissime persone che facevano parte del gruppo  è stato il primo vero campionato di calcio a 5 è l ho vinto”.

Hai rammarico di non poter difendere la maglia del Savoca nel campionato di Serie C2? “Rammarico no, ma in estate si è creata una situazione strana  alla fine avevo deciso di non fare piu parte del progetto.Auguro a loro di salvarsi il prima possibile ma son sicuro che ci riusciranno il trio nizzardo Mazzaglia- Saida- Briguglio fa ancora la differenza”.

L'Alias secondo te che tipo di campionato disputerà. Quali obiettivi da raggiungere?L’Alias intanto scende in campo per vincere tutte le partite o almeno ci prova. Siamo un gruppo di ragazzi che ama giocare a futsal e che già sa i meccanismi del calcetto con i due nuovi innesti il marocchino Ayoub e di Gaetano Di Vieste  abbiamo delle soluzioni in più. Il mio obiettivo è  arrivare nei play off poi qualsiasi cosa sarà ben accettata”.

Grazie Emanuele per la tua disponibilità ti auguro buone feste?Grazie a voi ed auguro a tutti gli sportivi Buone Feste ed un Felice Anno Nuovo”.

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info@sportjonico.it (di "M.Muscolino") L'Intervista della settimana Mon, 26 Dec 2016 19:52:21 +0000
Salvo Principato, continua la sua crescita professionale con la partecipazione al corso di formazione di Match Analysis della Panini Digital. http://sportjonico.it/index.php?option=com_content&view=article&id=13775:salvo-principato-continua-la-sua-crescita-professionale-con-la-partecipazione-al-corso-di-formazione-di-match-analysis-della-panini-digital-&catid=203:lintervista-della-settimana&Itemid=693 http://sportjonico.it/index.php?option=com_content&view=article&id=13775:salvo-principato-continua-la-sua-crescita-professionale-con-la-partecipazione-al-corso-di-formazione-di-match-analysis-della-panini-digital-&catid=203:lintervista-della-settimana&Itemid=693 Da circa un mese è libero d’impegni, nessuna squadra da allenare, non è nel suo Dna stare fermo, aspettare l’eventuale chiamata, anzi è il contrario,  il suo operandi  è sempre supportato continuamente da  corsi di aggiornamento essenziali per ogni tecnico non solo per il proprio bagaglio tecnico, soprattutto in un epoca dove la tecnologia ha il suo peso, occorre fare nuove conoscenze, approfondire nuove tematiche calcistiche,  se si vuole restare al passo con l’evoluzione del ruolo che si esercita.

Stiamo parlando dell’allenatore e preparatore atletico il santateresino Salvo Principato, reduce dalla breve parentesi sulla panchina dello Sporting Taormina (Eccellenza), ma particolare indole per il settore giovanile (Sportinsieme, Berretti Messina, Allievi e Giovanissimi Nazionali Acr Messina, nonché selezionatore della Rappresentativa Juniores). Una vita dedicata tra campo e banchi di scuola, come è successo qualche settimana orsono con la  partecipazione al corso in Match analysis, organizzato a Peschiera del Garda dalla Panini Digital.

Tra i suoi impegni sui banchi di scuola e suoi tour europei abbiamo incontrato Salvatore Principato, allenatore professionista UEFA e docente di Scienze motorie e sportive,  per parlare delle sue recenti esperienze sportive e professionali: Sporting Taormina, Corso di formazione di Match analysis, Dottorato di ricerca in Psicologia dello sport sul calcio giovanile”.

Mister Principato, come valuti la tua recente esperienza in Eccellenza sulla panchina dello Sporting Taormina? “ E stata un’esperienza personale complessivamente formativa, sia dal punto di vista umano che sportivo, lo score della squadra nel corso della mia gestione parla da sé (11 punti in sette giornate, terzo posto in classifica, ndr). L’avvicendamento sulla panchina dello Sporting ha assunto delle connotazioni nelle quali non entro in merito, ma ormai rappresenta il passato, quindi ritengo più serio e razionale da parte mia proiettarsi sul futuro, facendo tesoro delle esperienze vissute”.

Quindi, i tuoi progetti futuri?E’ questo un periodo nel quale sto lavorando esclusivamente al completamento della mia ricerca in Psicologia dello sport, sul calcio giovanile. Per fare ciò sto viaggiando in tutta Europa, e ti assicuro che l’incontro ed il confronto continuo con professionisti del settore rappresenta un arricchimento indescrivibile. La ricerca, sugli aspetti emotivo-relazionali del calcio giovanile, in questo momento rappresenta l’obiettivo professionale principe del mio cammino di formazione, quindi avanti a tutta, fino al traguardo”.

Che ci dici invece della tua recente partecipazione al corso in Match analysis, organizzato a Peschiera del Garda dalla Panini Digital? La figura dell’analista tattico è divenuta sempre più figura-chiave nei team professionistici. Il corso per analista tattico per quanto mi riguarda, rappresenta il naturale percorso di crescita che un tecnico, che vuole restare al passo con l’evoluzione del ruolo, dove approfondire.

Lettura tattica, dati statistici e cura del dettaglio attraverso la visione di riprese video, sono divenuti elementi fondamentali sui quali costruire la programmazione tattica settimanale degli allenamenti in funzione dell’avversaio da affrontare. Il calcio a certi livelli si avvale sempre più della tecnologia e di esperti in specifici ambiti, pertanto, ritengo che conoscere nuovi strumenti di lavoro è “quasi un obbligo” per chi vuole svolgere il proprio ruolo con competenza, conoscenza e programmazione.

Curriculum sportivo: Laurea specialistica in scienza  e tecnica dello sport conseguita presso l’Università Tor Vergata di Roma, nel giugno 2009 ha superato brillantemente il Corso  Top di III livello presso la Juventus University di Torino, nel dicembre 2009   ad uno stage organizzato dai Centri di Formazione Inter (Cdf) in collaborazione con la rivista specializzata “Il Nuovo Calcio” un progetto nazionale di  elevata qualità strutturale tecnico organizzativa, avente come tema “Sviluppo dei fondamentali e consolidamento delle capacità coordinative nel calcio”stage tecnico di aggiornamento tenutosi a Milano, presso il centro sportivo “Giacinto Facchetti” organizzato dai Centri di Formazione Inter (Cdf):

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info@sportjonico.it (di "M.Muscolino") L'Intervista della settimana Fri, 23 Dec 2016 17:44:11 +0000
Uisp Me: "Sono orgoglioso di questa 31^ edizione del campionato di calcio....." lo afferma Giuseppe Vaccarino. http://sportjonico.it/index.php?option=com_content&view=article&id=13472:uisp-me-qsono-orgoglioso-di-questa-31-edizione-del-campionato-di-calcioq-lo-afferma-giuseppe-vaccarino&catid=203:lintervista-della-settimana&Itemid=693 http://sportjonico.it/index.php?option=com_content&view=article&id=13472:uisp-me-qsono-orgoglioso-di-questa-31-edizione-del-campionato-di-calcioq-lo-afferma-giuseppe-vaccarino&catid=203:lintervista-della-settimana&Itemid=693 Quando si parla di campionati di calcio, si pensa subito a quello della Figc,  ma ci sono anche dei tornei organizzati anche da altri Comitati cosiddetti amatoriali ma che sono sulla breccia da tantissimi anni come la Lega Uisp praticato da appassionati di tutte le età “lo sport è per tutti”.

Da tre settimane è iniziato il campionato Uisp Lega Calcio di Messina targato 2016-17, con ben sette squadre ai nastri di partenza (Riviera Nord, Real Gescal, Free Lios, Usd Villari Cardile, Voras Zancle Sperone, Usd Polveriera ’92, Mandanici, Peloro Annunziata e Usd Caimano. Queste nove formazioni si contenderanno il titolo Uisp del Campionato Eccellenza di Messina, al riguardo abbiamo incontrato il responsabile del settore calcio Giuseppe Vaccarino con il quale abbiamo fatto una prima analisi di questi avvio di campionato.

Sig. Vaccarino possiamo avere un primo riscontro dopo la disputa delle prime tre giornate di campionato?Sen’altro buono, sono orgoglioso dal momento che questa è la 31^ edizione del campionato ed io sono stato presente in tutte, è verò che da qualche anno per varie vicissitudini di vario genere, non ultimo quello economico, questo torneo ha perso diverse Società più o meno blasonate ma sono convinto che siamo sulla strada giusta per poterci riproporre alla grande magari non come i fasti di una volta ma credo che ci andremo molto vicino”.

Ancora è presto, secondo lei chi è la squadra favorita per vincere questa 31^ Edizione del torneo…..? “In verità penso che questa stagione non sarà facile pronosticare una squadra vincente. Tutte si sono rinforzate ed organizzate a dovere e sono molto equilibrate, credo che per dare una risposta alla sua domanda dovremo aspettare la fine del campioonato e vedere, una cosa gliela posso dire, sono convinto che fino all’ultima giornata, non sapremo chi vincerà”.

Siamo ancora all’inizio del campionato, questo non vieta di poter augurare qualcosa a qualcuno in modo particolare?Più che un augurio, mi aspetto da tutte le Società, dirigenti, arbitri e calciatori il massimo rispetto reciproco ed il senso di appartenenza all’Associazione senzai il quale tutto quello che si sta cercando di costruire verrebbe meno. Sono sicuro che questo sarà il campionato della svolta per far sì che il prossimo anno potremo riannoverare tra le nostre fila più persone responsabili, quindi, più squadre dallo Jonio  al Tirreno finalmente, come dicevo all’inizio ritornare veramente l’Associazione che contava più tesserati di tutti (dopo la Figc) fino all’inizio degli anni ’90 perchè UISP è l’Unione Nazionale dello Sport per Tutti”.

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info@sportjonico.it (di "M.Muscolino") L'Intervista della settimana Wed, 02 Nov 2016 20:34:05 +0000
Mister Carmelo Rigano fermo ai box: un anno sabbatico o di riflessione? http://sportjonico.it/index.php?option=com_content&view=article&id=13318:mister-carmelo-rigano-fermo-ai-box-un-anno-sabbatico-o-di-riflessione&catid=203:lintervista-della-settimana&Itemid=693 http://sportjonico.it/index.php?option=com_content&view=article&id=13318:mister-carmelo-rigano-fermo-ai-box-un-anno-sabbatico-o-di-riflessione&catid=203:lintervista-della-settimana&Itemid=693 Il 23 Ottobre è in programma l’inizio del campionato di Seconda Categoria stagione sportiva 2016-17. Tante le novità rispetto all’ultima stagione, possiamo dire vi è in atto un cambio generazionale, per certi casi voluti volontariamente, in altri casi le circostanze del momento hanno portato a decisioni che hanno cambiato il volto a diverse Società del panorama del calcio jonico dai dirigenti, per passare agli allenatori per concludere ai giocatori.

Il titolo dell’articolo “mister Carmelo Rigano  fermo ai box. Un anno sabbatico o di riflessione?” è emblematico, dopo tanti anni sui terreni di gioco, nelle ultime tre stagioni all’Agostiniana Calcio, è l’esempio del calcio che cambia, o meglio di un calcio che non fa parte del DNA di Carmelo Rigano, da giocatore come riportano le cronache del tempo “difensore roccioso” ma nel suo modo di giocare spiccavano delle doti particolari, quella di “allenatore” la sua passione che poi, una volta messe le scarpette al chiodo, è diventata realtà.

Un percorso fatto nelle giovanili dello Sportinsieme, poi forse è nel suo destino, accetta con entusiasmo il progetto del Ciumaredda nella stagione 2008-09 (il periodo d’oro del campionato di Terza Categoria), sfiora l’ingresso nei play-off, eliminato nei quarti di finale del Trofeo delle Provincie. Il buon lavoro fatto con il Ciumaredda le apre le porte del Taormina compagine di Eccellenza (settore giovanile), breve esperienza. Ritorna sui campi come collaboratore di Mimmo Moschella nella stagione 2010-11 nell’Akron Savoca, la stagione successiva diventa allenatore (raggiunge la semifinale play-off persa con il ForzaDAgròScifì).

Dopo l’ottima stagione, arriva la chiamata nello Sportinsieme (2012-13) come responsabile del settore giovanile, a metà Gennaio gli viene affidata la panchina della prima squadra in Promozione, compie l’impresa di salvare lo Sportinsieme “targato giovane”……poi sempre per amore verso “un pallone”  …..arriva l’era dell’Agostiniana….a fine Maggio le strade si dividono……..la domanda sorge spontanea: mister un uomo di sport come lei, ti mancherà il terreno di gioco?  “Non so se mi mancherà il terreno di gioco, staremo a vedere

Tra pochi giorni inizia il campionato dopo tre stagioni mister Rigano è fermo ai box. Possiamo dire un anno sabbatico o di riflessione? “Diciamo che  dovrebbe essere un anno di relax, ogni tanto ci vuole, bisogna dedicarsi a se stessi e la propria famiglia”.

Dopo l’esperienza allo Sportinsieme, gli ultimi tre stagioni all’Agostiniana, un periodo dove hai lasciato un’ottima impronta. Il primo anno avete sfiorato il salto di categoria poi arrivata con il ripescaggio, una stagione non esaltante, l’ultima ti ha fatto cambiare idea sul tanto decantato progetto Agostiniana?“L'esperienza allo Sportinsieme penso sia stata importantissima per una crescita globale, mi ha formato sia caratterialmente che a livello tecnico, il vero calcio inizia dalla promozione. Successivamente ho sposato il progetto Agostiniana che è partito con tanto entusiasmo ma strada facendo si è un po’ persa la voglia iniziale, ovviamente non da parte mia ma quella di alcuni dirigenti”.

Mi domando come trascorrerai le domeniche..?Le mie domeniche le passerò o con la famiglia oppure a visitare la nostra bella terra...e le cantine che ci sono”.

A metà stagione squilla il telefono….mister è disponibile ad allenare…..?Dovesse arrivare una chiamata valuterò per bene prima di prendere una decisione”.

Il primo amore non si dimentico, lo Sportinsieme…….il secondo l’Agostiniana? “Lo Sportinsieme non è stato il primo amore, è stata la squadra dove ho militato di più sia come calciatore che come allenatore, sono cresciuto molto con questa squadra, neanche l'agostiniana è stato il secondo, diciamo che è stata la squadra che sento un po’ mia perchè ho dato molto, più di quel che dovevo, e dunque mi sento legato, anche se sono rimasto un po’ deluso per come ci siamo separati.  Io volevo costruire un gruppo per poter fare il salto di categoria, almeno provarci, ed invece la società, alla mia richiesta ha risposto di non essere ancora pronta per un tale campionato”.

Ultima domanda con il solito gioco: qual è il periodo di allenatore butteresti dalla Torre, l’Akron Savoca, la salvezza con i giovani dello Sportinsieme in Promozione o l’Agostiana. Se possibile anche la motivazione?

“Bellissima domanda e al tempo stesso complicata. Con Savoca ho vissuto, secondo me la stagione calcistica più bella in assoluto, sono riuscito ad inculcare la mia mentalita' e le mie idee di gioco, mi divertivo ogni domenica a veder giocare la mia squadra ma tutto ciò era frutto degli allenamenti della settimana dove non mancava mai nessuno e dunque si poteva lavorare.

Con lo Sportinsieme ho scritto una pagina di storia del calcio a S.Teresa, perchè mentre tutti ci davano per retrocessi, avendo un gruppo formato da ragazzi degli Allievi e da Juniores, sono riuscito insieme a questi ragazzi a far prevalere il lavoro di squadra e la voglia di vincere che ha fatto si di poter guadagnare una salvezza diretta in un campionato di Promozione.

Con l'Agostiniana invece ho costruito, insieme ai dirigenti il primo anno, un bel gruppo sfiorando l'impresa della promozione, via via mi sono trovato a dover gestire una squadra con l'aiuto di pochi dirigenti, ma penso di aver svolto il mio lavoro sempre con molta serietà fino alla fine. Per le varie descrizioni che ho fatto sopra mi sento di buttare giu l'Agostiniana, non me ne vogliano i dirigenti forzesi, l'Agostiniana la sento sempre mia”.

 

 

 

 

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info@sportjonico.it (di "M. Muscolino") L'Intervista della settimana Tue, 04 Oct 2016 21:28:18 +0000
Emanuele Monaco: "Ho scelto la Val di Nisi una delle poche Società solide della riviera jonica...." http://sportjonico.it/index.php?option=com_content&view=article&id=13240:emanuele-monaco-qho-scelto-la-val-di-nisi-una-delle-poche-societa-solide-della-riviera-jonicaq&catid=203:lintervista-della-settimana&Itemid=693 http://sportjonico.it/index.php?option=com_content&view=article&id=13240:emanuele-monaco-qho-scelto-la-val-di-nisi-una-delle-poche-societa-solide-della-riviera-jonicaq&catid=203:lintervista-della-settimana&Itemid=693 Emanuele Monaco, un ragazzo di 21 anni con tanta voglia di “calcio” nel suo Dna, quando scende sul terreno di gioco, indossa la maglia n. 1, quella del suo idolo:  prima Nelson Dida il portierone del Milan dei successi, poi Gigi Buffon.

Il suo sogno? Come tutti i ragazzini diventare un giorno un portiere di un famoso club, calcare i campi della Serie A, invece, lui cresciuto nelle giovanili dello Sportinsieme, cresce gradualmente nelle varie  categorie, vincendo anche dei campionati , fino ad esordire in prima squadra nella stagione 2012-13 nel campionato di Promozione: partito come terzo portiere nello spazio di poco tempo diventa titolare. L’esordio in casa nella gara con lo Sporting Viagrande dove entra a metà ripresa per l’infortunio a Oteri, la riconferma a Belpasso, migliore in campo meritandosi un bel 7.

Questo il passato di un giovane promettente portiere, poi un periodo non certo felice con l’esperienza a Furci con la Nuova Indipendente, la breve parentesi a Taormina, poi la chiamata in quel di Savoca, in un mondo per lui tutto nuovo: il calcio a 5 dove è uno dei protagonisti del successo savocese.

Il suo primo amore, il Calcio a 11 è sempre presente nel suo DNA, dove muove i suoi primi passi dal campionato esordienti (stagione 07/08) fino ad arrivare al presente che si chiama Val di Nisi, compagine allenata da Sebastiano Perrone neo promossa in Prima Categoria.

Dopo la parentesi con il calcio a 5 il ritorno al Calcio a 11? “Una parentesi nel calcio a 5 che mi ha visto protagonista vincendo  il campionato di Serie D, inoltre ci siamo messi in mostra facendo amichevoli con squadre di C2 e C1 e A2 come l’Augusta, peccato solo per la SuperCoppa, quindi torno nel calcio a 11 dopo un anno ma con ancora più voglia di imparare e migliorare”.

Per il tuo rientro nel Calcio a 11 hai scelto la  Val di Nisi, anche se le richieste non sono mancante? “La scelta é ricaduta sulla Val di Nisi per vari motivi una delle poche società solide della nostra zona  con giocatori che conosco già da tanto tempo e tifosi fantastici che non fanno mancare mai il loro supporto. Non sono mancate le richieste ma penso di aver fatto la scelta giusta”.

Forse ha influito la presenza di mister Perrone un legame ai tempi dello Sportinsieme? “Con il mister Perrone ho,  sin da quando eravamo allo Sportinsieme un buonissimo rapporto di rispetto  con lui sono cresciuto anche calcisticamente giocando titolare in Promozione quando lui era l allenatore facendo benissimo  poi a Dicembre qualcosa o qualcuno andrò contro di lui, un peccato perché stavamo facendo molto bene ..”

La tua esperienza nel pianeta Calcio a 5 è stata sicuramente importante? “Si,  é stato una bellissima  esperienza che ancora  oggi non ho scartato se negli anni a venire ci sarà la possibilità di ritornarci perché no”.

Arrivi al Val di Nisi con l'etichetta di aver vinto il campionato di Serie D di calcio a 5 con la maglia dell'Akron Savoca? “Arrivo al Val di Nisi con un’ esperienza in più alle spalle ciò non toglie che l’anno scorso sia stato inutile perché alcuni concetti del portiere di calcetto si possono  trasmettere al portiere del calcio a 11”.

Tu sei giovane, ma con tanta esperienza secondo te il Val di Nisi che tipo di campionato disputerà? “Sono giovane con alle spalle diversi campionati importanti giocati fra Promozione,  Prima e Seconda Categoria. La nostra squadra  penserà ad una salvezza tranquilla poi ciò che arriverà sarà ben gradita abbiamo un ottima squadra fatta prima da uomini veri che da calciatori e alla lunga questo ci aiuterà”.

I tuoi obiettivi personali con la maglia del Val di Nisi? “ I  mie obbiettivi sono quelli di tutti i calciatori del Val di Nisi, cioè fare bene  quest’anno non dimentichiamoci che é pur sempre un gioco quindi serve anche divertirsi perché se non lo si fa si potrebbe andare incontro a qualcosa di brutto”

Il tuo sogno nel cassetto qual'è? “Avendo già 21 anni i sogni che avevo prima saranno difficili da realizzare ciò non toglie che ancora sono un ragazzo a cui piace molto non darsi limiti quindi  quello che arriverà a livello calcistico lo accetterò senza alcun problema”.

Il tuo ruolo è portiere, come tutti i  giovani ti ispiri a qualcuno? “Fin da piccolo ammiravo molto Nelson Dida grande portiere del Milan per 10 anni. Ma Buffon  negli ultimi anni sta facendo qualcosa di fantastico. Neuer ha cambiato il modo di giocare del portiere sia con le uscite da portiere dal calcetto che con il suo impostare l' azione

Un giorno da portiere ad attaccante....come hanno fatto Vittorio e Saglimbeni che tu ben conosci? “Guarda io ho sempre pensato una cosa i portieri in altro ruolo   potrebbero anche giocare  ...ma i giocatori no perché sappiamo tutti che non è semplice fare il portiere”.

Ultima domanda con un gioco: su una torre ci sono tre personaggi chi butteresti giù e la motivazione: mister Carmelo Di Bella,  Carlo Metauro o il periodo con lo Sportinsieme?  “Carlo Metauro perché oltre una bella amicizia non ho mai avuto a che fare nel mondo del calcio ... Mister  Di Bella mi ha fatto muovere i primi passi da portiere ed é una persona che mi ha sempre aiutato sia dentro che fuori dal campo.. La mia parentesi allo Sportinsieme è stata importantissima per farmi diventare ciò che sono adesso anche se nell ultimo mezzo anno che sono stato lì certe persone di cui non faccio nome hanno rovinato il bel giocattolo..”

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info@sportjonico.it (di "M.Muscolino") L'Intervista della settimana Thu, 22 Sep 2016 12:03:43 +0000
Salvo Principato, come cambia la vita in pochi giorni: dall'incarico di allenatore al debutto vincente in Coppa Italia. http://sportjonico.it/index.php?option=com_content&view=article&id=13118:salvo-principato-come-cambia-la-vita-in-pochi-giorni-dallincarico-di-allenatore-al-debutto-vincente-in-coppa-italia&catid=203:lintervista-della-settimana&Itemid=693 http://sportjonico.it/index.php?option=com_content&view=article&id=13118:salvo-principato-come-cambia-la-vita-in-pochi-giorni-dallincarico-di-allenatore-al-debutto-vincente-in-coppa-italia&catid=203:lintervista-della-settimana&Itemid=693 Da una settimana siede sulla panchina dello Sporting Taormina, domenica il debutto vincente nella prima uscita ufficiale della stagione nella gara di andata di Coppa Italia di Eccellenza (1-0 sul campo del Pistunina). In pochi giorni da vice-allenatore e preparatore atletico di Gaetano Mirto alla guida tecnica del sodalizio taorminese del Presidente Mario Castorina nel campionato di Eccellenza.

Stiamo parlando del 47enne Salvo Principato, una vita trascorsa sui campi di calcio, prima come giocatore, poi il passaggio dell’altra parte è stato breve, la sua carriera di allenatore inizia nel lontano 1992, grazie al suo “maestro sportivo” Salvatore Biella……poi un percorso non sempre facile, ma alla fine la professionalità lo ha ripagato dei sacrifici sostenuti, soprattutto per il suo primo amore verso i giovani, tanti anni trascorsi accanto ai “futuri campioncini”.

Nell’ultima stagione sulla panchina della Berretti del Messina….arriva lo squillo dell’amico Mirto che lo vuole con sé a Taormina come suo collaboratore……..dopo 20 giorni di preparazione “per motivi personali” il tecnico randazzese non può continuare il suo impegno ad allenare lo Sporting…..indica in Salvo Principato l’uomo giusto per continuare il suo lavoro……

Salvo Principato con quale spirito hai accettato il nuovo incarico? “ Ho accettato con serenità ed entusiasmo certo della stima professionale manifestatami dalla Società, sin dai primi giorni di lavoro, e forte parallelamente dell’avallo di Gaetano Mirto, il primo a caldeggiare il mio nome in panchina”.

Gli obiettivi dello Sporting con Principato sono gli stessi d’inizio stagione? “Gli obiettivi della Società rimangono invariati, ovvero la permanenza nella categoria e la costruzione di una base solida, forte già di quella esistente, da migliorare e potenziare negli anni a venire per un importante futuro per Taormina sportiva”.

Tu hai sempre lavorato con i giovani, politica che cercherai di adottare anche a Taormina? “La valorizzazione dei giovani è stata da sempre il “leitmotiv” del mio percorso sportivo, lo Sporting Taormina dispone di un organico particolarmente ricco di giovani di valore, e considerato che anche la società punta molto sui giovani di prospettiva, il mio compito in tale direzione risulterà assolutamente agevolato”.

Sportinsieme, Messina…adesso Taormina, tre realtà diverse con aspettative diverse. L’esperienza maturata in questi anni ti sarà utile? “ Tutto il mio trascorso sportivo mi ha forgiato ed arrichito d’esperienza. Sportinsieme ha rappresentato la mia indimenticabile “palestra sportiva”, gli anni al F.C. Messina e poi A.C.R. Messina nei professionisti mi hanno permesso di crescere ancor di più professionalmente, non da meno è stato l’anno in Serie D con la Leonfortese. Ora è arrivata la chiamata del presidente Mario Castorina e sono certo che quanto maturato sui campi di gioco in questi anni a partire dal lontano 1995 mi tornerà utile per affrontare con il giusto piglio la nuova stagione sportiva”.

Alla Società hai chiesto dei rinforzi? Marco Scimone,vicepresidente dello Sporting ed il Presidente Castorina, sin dal primo incontro ad inizio preparazione hanno manifestato la volontà di potenziare, secondo la programmazione societaria annuale, il pur buon organico biancoceleste, consci che la rosa, in un campionato lungo e dispendioso come è l’Eccellenza, per svariati motivi, dovrebbe essere più ampia”.

Gaetano Mirto cosa rappresenta per la carriera di Salvo Principato? “Gaetano, prima di tutto è un amico, quindi un tecnico preparatissimo, con il quale i rapporti si sono fortificati a partire dal periodo trascorso insieme a Coverciano per il corso UEFA A, per allenatore professionista, aver poi condiviso altre esperienze sportive che ci hanno permesso di capirci al meglio e di apprezzare ciascuno le doti e le capacità dell’altro, ha sicuramente potenziato rapporti e competenze. Il mio pensiero in questo momento va a chi è stato il mio “maestro sportivo”, a chi nel lontano 1992, mi ha introdotto nel mondo del calcio, creduto in me e voluto accanto a se negli anni d’oro dell’Inter Club Barracca, l’indimenticabile Salvo Biella”.

Chi è il nuovo tecnico dello Sporting Taormina? Insegnate di educazione fisica  e allenatore di formazioni giovanili,  fautore della Scuola Calcio dello Sportinsieme, poi la parentesi con il Messina Calcio del Presidente Franza, allenando gli Allievi Regionali ottenendo ottimi risultati. Dopo l’esperienza messinese ritorna nel pianeta gialloblù seguendo da vicino la crescita dei giovani talenti del vivaio santateresino (come Peppe Maimone (oggi al Lecce) e Alessandro Saglimbeni (oggi alla Palmese). Allo Sportinsieme ha vinto diversi campionati giovanile, poi nella stagione 2012-13 si aprono le porte della Promozione. Poi l’esperienza nella Leonfortese in Serie D come secondo a Mirto. La scorsa stagione l’esperienza giallorossa con la Berretti del Messina.

N el suo percorso di maturazione di allenatore Salvo Principato ha preso parte a dei corsi di specializzazione essenziali per chi vuole praticare la professione di allenatore. Il tecnico santateresino, originario di Casalvecchio Siculo consegue la  laurea specialistica in scienza  e tecnica dello sport conseguita presso l’Università Tor Vergata di Roma, nel giugno 2009 ha superato brillantemente il Corso  Top di III livello presso la Juventus University di Torino, nel dicembre 2009   ad uno stage organizzato dai Centri di Formazione Inter (Cdf) in collaborazione con la rivista specializzata “Il Nuovo Calcio” un progetto nazionale di  elevata qualità strutturale tecnico organizzativa, avente come tema “Sviluppo dei fondamentali e consolidamento delle capacità coordinative nel calcio”.

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info@sportjonico.it (di "M.Muscolino") L'Intervista della settimana Tue, 30 Aug 2016 07:35:21 +0000
Carmelo Bongiorno, l'uomo assist: "siamo stati bravi a scrivere una storia importante della Parrocchia S. Alessio". http://sportjonico.it/index.php?option=com_content&view=article&id=12904:carmelo-bongiorno-luomo-assist-qsiamo-stati-bravi-a-scrivere-una-storia-importante-della-parrocchia-s-alessioq&catid=203:lintervista-della-settimana&Itemid=693 http://sportjonico.it/index.php?option=com_content&view=article&id=12904:carmelo-bongiorno-luomo-assist-qsiamo-stati-bravi-a-scrivere-una-storia-importante-della-parrocchia-s-alessioq&catid=203:lintervista-della-settimana&Itemid=693 Da diverse settimane  si è concluso il campionato di Serie D di calcio a 5 maschile del Comitato di Messina con i suoi verdetti: Akron Savoca grazie al primo posto conquista la Serie C e la Parrocchia S.Alessio, seconda al termine della regular season, ma con una marcia vincente iniziata con il Mongiuffi  nella semifinale play-off per passare nelle sfide con l’Alias, Pro Mende, Castroreale e  Libertas Zaccagnini conclusa con  il primo posto nel Triangolare Play Off/Out che consente alla compagine alessese di partire in pole-position nella griglia dei ripescaggi in Serie C.

Tanti i protagonisti della straordinaria stagione della Parrocchia S. Alessio, uno in particolare il 24enne centrale di difesa Carmelo Bongiorno. Un vero mastino dello scacchiere di mister Piero Scornavacca, con il vizietto del gol, nell’arco del torneo su 22  partite  ha messo segno ben otto reti.

Nelle gare dei play-off  sigla ben quattro reti, lo fa nei  momenti particolari delle partite come nella finale contro l’Alias, il suo gol porta in vantaggio 2-1 la Parrocchia. La sua doppietta nella finale provinciale contro a Pro Mende al 1’ e al 23’ portando sul 2-0 la Parrocchia. Il pivot difensivo va in gol anche nella gara contro il Castroreale.

Una stagione d’oro per un giovane cresciuto nelle giovanili dello Sportinsieme per poi  abbracciare da tre anni il mondo del calcio a 5  che culmina con la conquista della Serie C2.

Allora Carmelo una stagione da protagonista che sensazione hai avuto? “Indescrivibile. Sono stati mesi intensi dove ci siamo allenati intensamente senza sapere quale sarebbe stato il nostro risultato finale, non pensavamo mai di scrivere una storia così importante, siamo stati veramente bravi.

Carmelo Bongiorno, l’anima vera della Parrocchia, oltre ad essere l’uomo assist? “ Apparentemente sembra così, non sono solo io l’anima della squadra, sono stati  tutti i ragazzi, anche se io grazie a loro ho dato  qualcosa in più in determinati momenti della gara”.

Nella finale play-off di Villafranca dopo il gol sei andato ad abbracciare Ciccio Giunta? “ Un gol che ho dedicato a lui, un senatore  della squadra sempre pronto a dare consigli, oltre ad un rapporto particolare nei miei confronti”.

E’ facile dire Ninnì Mazzeo? “ L’aggiunta in più di un gruppo davvero fantastico”.

Il capitano Ezio Lo Giudice? “ Non ci sono parole per descrivere il nostro capitano, abbiamo intrapreso un viaggio insieme con la  sua  esperienza ci ha aiutato molto nella crescita graduale della Parrocchia”.

Quando hai capito che la Parrocchia poteva essere competitiva? “ Sin dai primi giorni di raduno avevo intuito che avremmo fatto qualcosa di importante, la conferma è arrivata a metà stagione in un momento particolare del campionato, la gara con la PGS Aliese era diventata fondamentale per il nostro futuro, si doveva vincere……venivamo da un periodo non certo felice, lì è scatta la molla che poi ci ha portato al trionfo finale”.

Pensiamo al futuro, Carmelo Bongiorno cosa vuoi fare da grande? “ Ovvio, fare un campionato da protagonista in Serie C, misurarmi con una categoria superiore senza porre nessun limite”.

Parliamo del tuo allenatore Piero Scornavacca, un pregio e un difetto? “ L’unico difetto che ha è quello che ci vuole troppo bene, è uno di noi. La sincerità è il suo pregio, anche se la verità fa male”.

Io di solito chiudono le interviste con un gioco: su una piramide ci sono tre giocatori Francesco Sciarrone, Ninnì Mazzeo e Ezio Lo Giudice chi butteresti dalla torre? “ Non posso buttare nessuno dei tre. Ciccio Sciarrone è il giullare della squadra. Con Ninnì Mazzeo ci conosciamo da 24 anni, abbiamo fatto un percorso calcistico insieme sin dai tempi dello Sportinsieme, per non parlare delle nostre partite da piccoli, momenti che non si possono dimenticare. Ezio Lo Giudice, mi ha visto crescere, è vecchietto, quindi merita rispetto.”

Grazie della tua disponibilità…….adesso goditi il meritato riposo pur sapendo che non vedi l’ora di iniziare la nuova stagione……..(..risata generale…).

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info@sportjonico.it (di "M.Muscolino") L'Intervista della settimana Fri, 01 Jul 2016 09:56:39 +0000
Il giovane Alessio Savoca in un intreccio di calcio mercato: determinante l'amicizia con il duo Mangiò-Bartorilla. http://sportjonico.it/index.php?option=com_content&view=article&id=12885:il-giovane-alessio-savoca-in-un-intreccio-di-calcio-mercato-determinate-lamicizia-c-on-il-duo-mangio-bartorilla&catid=203:lintervista-della-settimana&Itemid=693 http://sportjonico.it/index.php?option=com_content&view=article&id=12885:il-giovane-alessio-savoca-in-un-intreccio-di-calcio-mercato-determinate-lamicizia-c-on-il-duo-mangio-bartorilla&catid=203:lintervista-della-settimana&Itemid=693 Peppe Mangiò, Alessio Savoca Ruggeri e Giuseppe Bartorilla: tre alessesi doc con la stessa passione il “pallone”. Tre generazioni a confronto, il giovanissimo 21enne Alessio Savoca nell’ultima stagione nella Jonica nel campionato di Promozione, il 30enne difensore Giuseppe Bartorilla uno dei punti cardini prima dello Sportinsieme, adesso della Jonica e l’attaccante Peppe Mangiò.

Sembra facile paragonarli al titolo di un famoso romanzo di Luigi Pirandello “Sei personaggi in cerca d’autore” in questo caso sono tre i protagonisti di quest’estate 2016 che stenta a decollare dal punto di vista climatico, ma non certamente dal punto di vista di calciomercato. Ormai siamo alla vigilia delle aperture delle liste dei trasferimenti del parco giocatori, il mercato giocatori inizia a prendere corpo, primi contatti,  tra allenatori e giocatori, tra procuratori e dirigenti,  con le solite promesse, è così via…….

Ma che c’entrano i tre personaggi nominati, ovvero Peppe Mangiò, Alessio Savoca e Giuseppe Bartorilla, tre innamorati del pallone con carriere diverse, ma uniti da una fraterna amicizia che va oltre lo sport?   Doveva essere tutto top-secret, invece, come dimostra la foto (ringraziamo della loro gentilezza i protagonisti che beccati sul fatto, si sono fatti fotografare tranquillamente), la location non poteva che essere il “bar dello sport” Haven di S. Alessio,  pensavano vista anche l’ora mattutina di non essere visti, invece, seduti intorno ad un tavolo, accompagnati da tre granite con briosche e panna, c’era in atto un summit di calcio mercato: l’oggetto del desiderio il giovane centrocampista Alessio Savoca, cresciuto nelle giovanili dello Sportinsieme con l’esordio in promozione nella stagione 2010-11. Poi l’esperienza negli Allievi Nazionali del Milazzo. Due stagioni con l’Acr Messina con la Berretti (2012-13) e Primavera (2013-14). Nella stagione successiva in Promozione nelle file del Pistunina, nell’estate del 2015 l’arrivo a  S. Teresa di Riva nella compagine della Jonica.

Qui trova Giuseppe Bartorilla……....che c’entra Peppe Mangiò? Molto semplice il neo allenatore dell’Akron Savoca, profondo estimatore del giovane Alessio sta cercando di convincere il centrocampista della Jonica di seguirlo a Savoca. Operazione molto difficile. Alessio pur legato da sentimenti di profonda amicizia con Mangiò non vuole scendere di categoria. Ecco la presenza di Giuseppe Bartorilla, in un certo senso lo possiamo definire “il procuratore”del giocatore.

Alla nostra domanda è vero che Peppe Mangiò ti vuole con sé a Savoca? “ Il  tentativo è stato fatto gli obiettivi personali come giocatore sono quelli di andare oltre la Promozione – ci ha dichiarato il giovane Savoca - ma quando bussa alla porta un amico come Peppe Mangiò è difficile dire di no”.

Ha ragione Alessio Savoca, senza dimenticare che conta parecchio anche il parere del suo “procuratore” amico Giuseppe Bartorilla. Sull’agenda di Bartorilla, sono pervenute in queste settimane anche altre richieste, senza dimenticare che attualmente il centrocampista è un tesserato della Jonica dove ha giocato un ottimo campionato di Promozione.  Siamo solo all’inizio della calcio mercato……..!!!

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info@sportjonico.it (di "M.Muscolino") L'Intervista della settimana Sun, 26 Jun 2016 16:27:54 +0000
Marco Calì...una vita da goleador....festeggiato per i suoi "200 gol". http://sportjonico.it/index.php?option=com_content&view=article&id=12793:marco-caliuna-vita-da-goleadorfesteggiato-per-i-suoi-q200-golq&catid=203:lintervista-della-settimana&Itemid=693 http://sportjonico.it/index.php?option=com_content&view=article&id=12793:marco-caliuna-vita-da-goleadorfesteggiato-per-i-suoi-q200-golq&catid=203:lintervista-della-settimana&Itemid=693 Cosa prova un calciatore quando vive una giornata da protagonista…anzi quando per ben 200 volte fa gonfiare la rete avversaria, senz’altro un’emozione unica, speciale, sempre differente ma con lo stesso denominatore: esultare spesso correndo sotto la tribuna per ricevere i complimenti dei tifosi. Ma la gioia è immensa, indescrivibile come è accaduto all’attaccante giardinese Marco Calì in occasione della finale play-off di Seconda Categoria con la maglia biancorossa del Linguaglossa……mette a segno il gol 200 della sua carriera di calciatore.

Impresa che è stata festeggiata la settimana scorsa dalla Società del Linguaglossa, dirigenti e compagni in una serata ......."all'improvviso bomber!!!

“E’ un’emozione unica, speciale che ha provato “Re Leone” il nomignolo usato dai suoi tifosi, ossia il giardinese Marco Calì il bomber della riviera jonica, un attaccante che è stato la gioia di diverse squadre (Giardini, Nike Giardini, Sporting Club Giardini, Desport Gaggi, Trappitello, Letojanni, Agostiniana, ultima in ordine di tempo Il Linguaglossa) con tanti campionati alle spalle dalla Promozione alla Terza Categoria.

Nel suo DNA “fare gol”, lo ha fatto sempre lasciando il segno con qualsiasi casacca che ha indossato: il suo primo urlo di gioia all’età di 15 anni  con la maglia della squadra del suo paese nel campionato di Promozione con  il Giardini Naxos, l’ultimo in ordine cronologico lo scorso 9 Aprile 2016  nella finale play-off Linguaglossa – Akron Savoca  che vale il pareggio della squadra etnea (1-1) per il campionato di Seconda Categoria.  Il gol…..200……arriva al 65’ su colpo di testa…. che sigilla una fantastica vita da goleador di Marco Calì.

Marco vediamo se ti ricordi il primo gol che hai segnato? “  Il primo goal impossibile dimenticarlo: all'età di 15 anni esordio nel campionato di Promozione, Giardini Naxos - San Paolo Solarino , allenatore mister Saro Cannata , entro sul 3-0 per noi al 75’ dopo tre minuti dal mio esordio faccio il 4-0, miglior esordio non poteva esserci.”

Quando hai toccato quota 50 gol? “Il 50 goal un goal importante, finale play off  Desport Gaggi- Città di Oliveri perdevamo 2-1 all’80’  con un destro dal limite l'ho riportata sul 2-2 , poi dopo i supplementari, ai rigori abbiamo ottenuto il salto di categoria”.

Il tuo 100 gol? “ Il goal numero 100 il destino ha voluto che lo facessi con il Trappitello in un derby con la Desport Gaggi in Prima Categoria: tocco morbido di Graziano Peri in profondità , supero il portiere avversario Adornetto con un pallonetto e deposito in rete. Risultato finale 3-1 per noi”.

Ovviamente ricorderai anche il gol numero 150? “ Senz’altro. Ancora in una finale Play off Sporting Club Giardini- Forza d'agro Scifi , ho riacciuffato l'1-1 al 91’, con un goal   rocambolesco, poi nei supplementari goal di Monforte che ci consegna la promozione in Seconda Categoria”.

Arriviamo al gol 200……..”Il goal numero 200 con una maglia importante su una piazza importante, Linguaglossa , sarebbe stato quello in Linguaglossa-Fiumedinisi poi partita non omologata, però prendiamo per buono quello in semifinale Play-off Linguaglossa – Savoca di un mese fa con goal di testa 1-1 finale”

Non è facile segnare tutti questi gol, ma Marco Calì ci è riuscito a toccare quota …..200…… bomber la stagione più prolifica? “La stagione con la maglia del Nike Giardini in terza categoria con un bottino personale di 35 gol. Mentre il Trappitello è stata la squadra con cui ho fatto più gol, in tre anni circa 70 gol”

Tu hai segnato 200 gol, il più importante….” forse quello che ci ha mandati in semifinale di coppa Sicilia in Trappitello – Montemaggiore…” un gol da dedicare…..” sicuramente il mio 200 gol l’ho dedicato a mio figlio”.

Una vita da calciatore con tante promozioni, ma sulla tua strada diversi allenatori che ti hanno aiutato a fare……gol? “ Senz’altro,  ho avuto “mister” e  persone eccezionali  durante il mio percorso  senza il loro aiuto non sarei mai arrivato a questo traguardo personale: Saro Cannata , Giancarlo Fichera , Eugenio Scimone , Alessio Camarda , Carmelo Rigano , Santo Torre e Alessandro Monforte.

Per ultimo lascio il mister linguaglossese Andrea Cerra con  il quale si è instaurato un grande rapporto,  dopodiché  la persona calcisticamente più importante ossia il mio guru , Graziano Peri il maestro , quando crescevo tutti erano con i miti di del Piero, Ronaldo,  Zidane, ebbene io avevo Graziano Peri, l'ho seguito per tutta la Sicilia , poi ho avuto la fortuna di giocarci insieme per qualche campionato, da lui ho appreso tutto,(tranne l'abilità a calciare le punizioni), i suoi consigli sul comportamento dentro e fuori dal campo, oltre che è nata una grande amicizia che va oltre il rettangolo di gioco.”

 


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info@sportjonico.it (di "M.Muscolino") L'Intervista della settimana Mon, 30 May 2016 20:49:03 +0000
Ritornerò più forte di prima...... lo afferma sua maestà " il Principe" Davide Principato. http://sportjonico.it/index.php?option=com_content&view=article&id=12756:ritornero-piu-forte-di-prima-lo-afferma-sua-maesta-q-il-principeq-davide-principato&catid=203:lintervista-della-settimana&Itemid=693 http://sportjonico.it/index.php?option=com_content&view=article&id=12756:ritornero-piu-forte-di-prima-lo-afferma-sua-maesta-q-il-principeq-davide-principato&catid=203:lintervista-della-settimana&Itemid=693 Tutto filava liscio come l’olio, andava tutto bene, il bomber era in grandissima forma come la sua Robur nelle prime sette giornate, quando all’improvviso succede quello che nessuna si aspettava: campo comunale di Bronte, era il 7 Novembre 2015, il  ginocchio destro  decide di non supportarlo più: rottura del crociato anteriore.

Da quel giorno inizia il suo calvario da giocatore che soffre fuori dal terreno di gioco, inizia il recupero, il 12 Gennaio il suo “ginocchio” viene operato dall’Ospedale di Acireale dal Prof. Dal Poggetto. La domanda sorge spontanea cosa avrà pensato in quel momento il “principe” dell’area di rigore? “Ho capito subito che qualcosa si era rotto, non ci volevo credere ma poi la risonanza fatto il giorno dopo ha dato la conferma. In quel momento hai pensato che la tua carriera fosse a rischio?In quel momento mi sono passati mille pensieri, consapevoli di non essere più quello di prima”.

Stiamo parlando dell’attaccante Davide Principato nell’ultima stagione con la maglia della Robur nel campionato di Prima Categoria, prima dell’infortunio è sceso in campo nelle prime sette partite realizzando ben otto gol, nei due anni precedenti sempre con la maglia della Robur, il suo apporto è stato fondamentale, nella stagione 2013-14 con la maglia roburina mette a segno 14 gol, nella stagione successiva 2014-15 realizza ben 15 reti.  Inizia la sua carriera da giocatore nella sua Viagrande facendo la trafila nel settore giovanile fino ad arrivare all’età di 17 anni ad esordire in prima squadra nel campionato di Eccellenza, il debutto fuori casa sul campo del S. Giovanni Gemini.

Poi per alcuni anni mette da parte le “scarpe da giocatore”, li riprende nella stagione 2007-08 giocando con la Mediterranea Nizza dove gioca per ben cinque anni nel campionato di Prima Categoria, poi l’esperienza nell’Asd Furci, qui rimane una stagione per poi approdare nell’estate 2013 alla famiglia della Robur.

Bomber come hai vissuto il periodo dal giorno dell’infortunio al giorno dell’intervento? “ Ho vissuto il primo mese molto depresso, il pallone per me è la vita, vedere i miei compagni in campo la domenica mi faceva soffrire”.

E’ vero che la tua voglia di essere utile alla squadra prima dell’intervento ti ha portato durante la settimana di allenarti con loro? “ Si è vero. La mia presenza voleva essere un conforto morale e mentale per i miei compagni, io sono con voi ….per fare vincere la Robur”.

Immagino che la prima cosa che hai chiesto ai medici, quando potevi ritornare a giocare? “ Indovinato, la prima cosa che ho chiesto, la risposta…. da 6 a 8 mesi mi è crollato il mondo addosso”.

Come ha superato questo momento non bello della tua carriera da calciatore? “ Devo ringraziare soprattutto la mia famiglia che mia ha anche sopportato ( qui scappa la risata….), devo dire anche grazie alla Società, ai compagni, il modo particolare al mio capitano Ciccio Riccobene, naturalmente il mio mister Roberto Merlino.”

Sei contento che alla fine anche senza di te la Robur abbia raggiunto la salvezza? “ Non ci sono parole per quello che hanno fatto i miei compagni per aver raggiunto la salvezza, in risposta a chi ad inizio stagione considerava la Robur come indiziata a retrocedere”

Forte della tua esperienza credevi alla salvezza? “ Io ero convinto che la Robur avrebbe disputato un buon campionato, la sensazione l’ho avuta sin dai primi giorni della preparazione osservando la determinazione del mister e dei miei compagni”.

Tu, Riccobene, Sterratino, Rosario Sgroi, i “senatori della squadra” poi tanti giovani i n squadra? “ Noi come dici tu, i senatori della squadra, abbiamo aiutato sin dal primo giorno i giovani per farli entrare subito nella mentalità della Prima Categoria, non è stato facile, però alla fine lo spirito di sacrificio e l’impegno di tutti ha dato i suoi frutti”.

La prima risposta è arrivata nella prima gara stagionale con la vittoria in Coppa con il Randazzo? “  Abbiamo vinto, lì ho capito che la squadra aveva delle ottime prospettive per disputare un ottimo campionato, al di là delle voci non positive sulla Robur”.

Stessa cosa la possiamo dire per il campionato? “ Dopo sette giornate eravamo al secondo posto (13 punti) ed io avevo messo a segno ben otto gol”.

Possiamo dire che la Robur è Principato dipendente? “ Effettivamente possiamo dire di si, anche se un giocatore non può fare una squadra, ma può risolvere determinate partite, senza l’aiuto dei compagni non si ottengono risultati, il gruppo fa la differenza”.

Un momento di pausa mentre ci gustiamo una granita al caffè, all’improvviso chiedo a Principato, la prossima stagione giocherai? “  (qualche secondo di silenzio….poi la risata….) sicuramente devo pensare a guarire per ritornare più forte di prima, al momento non so in quale squadra giocherò, valuterò quando sarà il momento”.

Sarà la Robur? “ Il mio primo pensiero è per la famiglia della Robur, in questi tre anni sono stati vicini sia come giocatore sia come uomo. Non posso dimenticare l’aiuto è il sostegno della Società e dei compagni. A Letojanni mi trovo bene, anche se è ancora prematuro, una cosa è certa sicuramente il mio destino di giocatore è legato al mister Roberto Merlino”.

Nella tua carriera da quando hai ripreso a giocare dopo un periodo di pausa chi sono stati i tuo allenatori? Cinque anni con Mimmo Ucchino con la Mediterranea Nizza, un anno con Peppe Ciatto con l’Asd Furci, due anni con Giovanni Ruggeri  e un anno con Roberto Merlino alla Robur”.

Allenatori che ti hanno dato sicuramente tanto per la tua carriera? “ Senz’altro ognuno di loro mi ha trasmesso qualcosa….”

Bomber di solito concludo le mie interviste con un gioco: su un torre trovi Mimmo Ucchino,  Giovanni Ruggeri e Roberto Merlino chi butteresti giù, ovviamente non puoi non darmi la motivazione? “ Non mi permetterei di buttare nessun dalla torre, ognuno di loro mi han dato qualcosa, in maniera diversa che mi ha formato come uomo e giocatore. Non posso buttare giù Mimmo Ucchino, mi ha cresciuto calcisticamente, come non posso dimenticare i cinque anni vissuti a Nizza.

Con mister Ucchino il mio rapporto va oltre lo sport continua anche dopo l’esperienza di Nizza.  Mister Ruggeri mia ha trasmesso il sacrificio di gruppo, non posso buttare giù mister Merlino, mi ha fatto sentire importante come nessuno aveva fatto prima, come ai tempi di Nizza”.

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info@sportjonico.it (di "M. Muscolino") L'Intervista della settimana Thu, 19 May 2016 07:59:24 +0000
Un "bocca al lupo" da un tifoso speciale per i sogni della Parrocchia S. Alessio e Pol. S. Alessio: Giuseppe Bartorilla. http://sportjonico.it/index.php?option=com_content&view=article&id=12671:un-tifoso-speciale-per-i-sogni-della-parrocchia-s-alessio-e-pol-s-alessio-giuseppe-bartorilla-&catid=203:lintervista-della-settimana&Itemid=693 http://sportjonico.it/index.php?option=com_content&view=article&id=12671:un-tifoso-speciale-per-i-sogni-della-parrocchia-s-alessio-e-pol-s-alessio-giuseppe-bartorilla-&catid=203:lintervista-della-settimana&Itemid=693 Sabato 30 Aprile 2016 un giorno particolare per il paese di S. Alessio dal punto di vista sportivo, un’intera Comunità  “tifa” per le due squadre cittadine la Parrocchia S. Alessio e la Polisportiva S. Alessio impegnati, la prima a Villafranca (finale provinciale play-off contro la Pro Mende) , l’altra a Biancavilla (spareggio-retrocessione)  al raggiungimento dei propri obiettivi stagionali.

Due stati d’animo diversi per obiettivi diversi, ma con lo stesso denominatore, quello di raggiungere un traguardo storico per la Parrocchia S. Alessio nel campionato di Serie D di calcio a 5 maschile …il sogno della Serie C/2,  invece per i cugini della Polisportiva di conquistare la permanenza nel campionato di Prima Categoria.

Un grosso in bocca al lupo…….arriva alle due Società dall’Assessore allo Sport del Comune di S. Alessio Giuseppe Bartorilla che ringraziamo per la sua disponibilità: Che cosa significa per S. Alessio avere una ribalta sportiva di una finale provinciale con i colori della Parrocchia  che può aprire le porte per scenari importanti?E’ una soddisfazione per tutti dagli sportivi ai cittadini  che si vedono rappresentati da un evento importante per il paese. Raggiungere una finale è frutto di sacrifici, lavoro e programmazione, nulla è nasce per caso”.

Giuseppe Bartorilla, nella triplice veste di “politico”, Assessore allo Sport e di giocatore che emozione ha provato nel vedere la Parrocchia lottare per un traguardo importante? “ Guarda contro ’Alias, per un attimo nel finale di gara quando la squadra soffriva volevo essere il “sesto uomo” in campo, alla fine i ragazzi hanno conquistato un traguardo veramente importante per lo sport alessese”.

Un traguardo raggiunto senza avere una struttura sportiva ? “  Hai detto bene,  al riguardo ci siamo impegnati ed ottenuto un finanziamento di 2 milioni di euro per la ristrutturazione della scuola A. Gussio, dove è previsto anche un campo polifunzionale”.

Quindi la Parrocchia la prossima stagione in caso di Serie C/2 potrà usufruire di tale struttura? “I lavori sono in corso, se non ci sono imprevisti, nell’arco di 4-6 mesi dovrebbe essere tutto pronto, nello stesso tempo cercheremo di poterlo renderlo regolamentare per un campionato di alto spessore come la Serie C/2.”

Parrocchia, sinonimo di Oratorio a sua volta aggregazione per i giovani, l’Amministrazione Comunale supporta tale attività? “ Il nostro impegno è di curare, rendere funzionale le strutture del paese, purtroppo la legge non permette più dare contributi economici,  andiamo incontro alle Società  in modo  possono di svolgere la propria attività sportiva”.

Secondo lei il movimento del Calcio a 5 è la moda del momento……?Secondo me può avere un futuro, il tutto dipende dalla gestione delle Società che devono essere gestite con criteri di economicità”.

Dalla Parrocchia alla Pol. S. Alessio il passo è breve, una lotta per la promozione, l’altra per evitare la retrocessione in Seconda Categoria, come vede il momento delle squadre alessesi?La Prima Categoria è difficilissima, lo avevo anticipato in occasione dei festeggiamenti della vittoria del campionato di Seconda Categoria. Il S. Alessio ha perso un’opportunità  di chiudere il discorso salvezza nella gara interna di domenica scorsa, purtroppo non è stato così, speriamo che si siano allenati per bene e che siano pronti nella gara che vale un’intera stagione”

Lei è tifoso della Parrocchia o del S. Alessio? “ Piccolo sorriso ….prima di rispondere….” Sono il primo tifoso sia della Parrocchia che del S. Alessio, non si può avere una moglie è un’amante, ma un unico sentimento fraterno per entrambi in maniera uguale”

Di solito chiudo le varie interviste con un gioco, su una torre ci sono tre maglie di tre Società: Parrocchia S. Alessio, Polisportiva S. Alessio e Jonica Fc , la prossima stagione…….quale casacca indosserà? Da “politico” naturalmente è arrivata una risposta diplomatica: “ fino al 30 Giugno 2016 sono un tesserato della Jonica Fc, a partire dal 1^ Luglio valuterò le vare opportunità che ci saranno, in tempi brevi prenderò la mia decisione”.

In conclusione, c’è la possibilità di vedere la prossima stagione i fratelli Giuseppe e Roberto Bartorilla giocare nella stessa squadra? “ Tutto è possibile…..io gioco in Promozione, quindi occorre che anche Roberto faccia il salto di categoria……chissà un giorno…”

Aggiungiamo noi, chissà un giorno……anche non lontano i due fratelli Giuseppe (difensore) una carriera fatta di campionati di Prima Categoria e Promozione nelle ultime stagioni con la maglia dello Sportinsime, S. Teresa Calcio e Jonica,  il fratello Roberto (centrocampista), cresciuto nelle giovanili del S. Alessio con l’esordio in prima squadra, poi esperienza nel Forza D’Agrò Scifì e Agostiniana Calcio, la sua carriera la gran parte giocata in Seconda Categoria, già a partire dalla prossima stagione vederli giocare insieme con  addosso la maglia della squadra del loro paese, ovvero quella della Polisportiva S. Alessio…….!!!!

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info@sportjonico.it (di "M.Muscolino") L'Intervista della settimana Fri, 29 Apr 2016 10:35:27 +0000
Dario Luchino ha fatto gol nel cuore di Rossella Rigano: felicitazioni ai novelli sposi. http://sportjonico.it/index.php?option=com_content&view=article&id=12094:dario-luchino-ha-fatto-gol-nel-cuore-di-rossella-rigano-felicitazioni-ai-novelli-sposi&catid=203:lintervista-della-settimana&Itemid=693 http://sportjonico.it/index.php?option=com_content&view=article&id=12094:dario-luchino-ha-fatto-gol-nel-cuore-di-rossella-rigano-felicitazioni-ai-novelli-sposi&catid=203:lintervista-della-settimana&Itemid=693 Una vita da capitano con la maglia dell’Akron Sport Savoca, una vita con la maglia numero 10, una vita da bomber, una vita da single, una vita con il suo look particolare: da Lunedi 28 Dicembre 2015 dalle ore 11.00 la vita di Dario Luchino ha imboccato un altro cammino, si è unita con quella di Rossella con la benedizione del piccolo Julian.

Da qualche giorno è iniziata  un’altra partita per l’ex giocatore del Misserio, Savoca , ultime stagioni Agostiniana, nella tua carriera hai fatto diversi gol, alcuni anche spettacolari, ma il più bel gol lo hai realizzato, in un giorno che non si dimenticherà mai, non sul campo di calcio ma presso  il Santuario della Madonna del Carmelo di Santa Teresa di Riva, a subire la rete non un portiere, ma Rossella Rigano con il  fatidico “si” hai condiviso il resto della tua vita.

Caro Dario Luchino, il  tuo tiro ha fatto breccia nel cuore di Rossella che ti ha donato un pargoletto di nome Julian, già conteso dallo zio Carmelo Rigano  (ndr allenatore dell’Agostiniana) che già lo educa a tifare “Inter” quando tu sei di fede bianconera dove trovi un’alleata amica in Irene.

Tanti gli amici presenti alla cerimonia officiata dal Parrocco Don Fabrizio Subba che oltre alla celebrazione delle nozze di Dario-Rossella, ha battezzato anche il piccolo Julian che ha in Roberto Bartolotta e Irene Turiano i suoi padrini di battesimo.

I testimoni degli sposi: per Dario sono stati  Fabio Luchino e Luca Trimarchi. Per Rossella, invece, sono stati  Francesco Savoca,,Massimo Crisafulli, Alessio Savoca ed il fratello Carmelo Rigano.

Come ogni gara arriva il fischio finale dell’arbitro con i giocatori che festeggiano la vittoria, nel caso di Dario e Rossella i festeggiamenti si sono svolti a Forza D’Agrò, all’Hotel Agostiniana fino a tarda notte a fiume di Champagne……!!!

A Dario e Rossella, vanno i più sinceri auguri dalla redazione di www.sportjonico.it per il piccolo Julian l’augurio di seguire le orme di famiglia, ma la fede nerazzurra di zio Carmelo. Auguri.


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info@sportjonico.it (di "M.Muscolino") L'Intervista della settimana Thu, 31 Dec 2015 23:16:25 +0000