Barraco e Tedesco i «vecchietti» del calcio che non smettono mai

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Barraco e Tedesco i «vecchietti» del calcio che non smettono mai

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Hanno avuto più squadre e situazioni in comune nella lunga carriera calcistica. Ora assommano quasi 93 anni in due e vogliono chiudere l'attività agonistica diretta vincendo l'ultimo campionato. Il problema, però, è che l'uno può riuscirci soltanto a discapito dell'altro.

Parliamo di Nino Barraco e Salvatore Tedesco impegnati, il primo da semplice giocatore e il secondo da allenatore-giocatore, rispettivamente, nella Borgata Terrenove Marsala e nell'Equipe Comprensorio Palermo, capolista e vicecapolista nel girone A di Prima Categoria.

Sabato c'è stato il primo confronto diretto sul campo (il Comunale di Petrosino) della squadra marsalese, che s'è imposta per 1-0, portando così a 5 lunghezze il vantaggio su quella palermitana che, però, ha una gara in meno. Il gol decisivo è stato realizzato di testa da De Marco su punizione pennellata proprio da Nino Barraco (nato a Marsala il 19 maggio 1964). Mancava circa un quarto d'ora al termine della partita e Totò Tedesco (nato a Palermo il 14 settembre 1970) ha preferito continuare a dettare suggerimenti dalla panchina, piuttosto che entrare in campo.

«Nino - dice scherzosamente Tedesco - me l'ha combinato anche stavolta. Nelle due belle stagioni trascorse assieme nel Trapani ('93-'94, con promozione in C1, e ‘94-'95, sfiorando il salto in B con i play off) dovevo correre pure per lui, che si allenava un paio di volte alla settimana. È un fenomeno se, agli oltre 49 anni di età, si aggiungono le 40 sigarette che fuma al giorno. E io, che non ho mai fumato, a causa dei due ginocchi, non ce la faccio quasi più e non ho potuto provare a contrastarlo in questa occasione. Comunque, il campionato è ancora lungo e lo aspetto a Palermo per la gara di ritorno».

Barraco gli dà una pacca sulle spalle e lo consola, affermando che Totò era più forte dei fratelli Giovanni e Giacomo, che hanno giocato per diversi anni in Serie A (Giovanni con Fiorentina, Salernitana, Perugia e Palermo; Giacomo con Salernitana, Napoli, Reggina, Catania e Bologna).

Per loro due, invece, la punta massima è stata la Serie B e nella stessa annata calcistica, 1995-'96: Totò Tedesco prima nel Perugia e, poi, nella Lucchese, mentre Nino Barraco passò dal Catania, allora in C2, al Palermo, dove rimase anche la stagione successiva.

«Potevamo avere - dicono assieme - una carriera più importante? Non ha più senso pensare quello che poteva essere e che non è stato. Guardiamo avanti, cercando, intanto, di vincere il campionato in corso. Per chi non ce la fa direttamente, ci potrà essere la consolazione di guadagnare la categoria superiore con i play off».

 




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