Intervista a 360 ° con Giuseppe Raciti il nuovo volto del Comitato Regionale Arbitri Sicilia.

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Intervista a 360 ° con Giuseppe Raciti il nuovo volto del Comitato Regionale Arbitri Sicilia.

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Il Comitato Nazionale nella seduta del 20 Novembre scorso, ha provveduto a nominare i nuovi vertici del Comitato Regionale Arbitri della Sicilia. Tra i componenti l’acese Giuseppe Raciti della Sezione di Acireale, una figura di alto profilo professionale del mondo arbitrale che guiderà come Commissario Straordinario fino al prossimo Giugno 2013 il Comitato Siciliano.

Una figura prestigiosa che noi abbiamo avuto modo di incontrare in un momento di riposo (fra i tanti impegni) la domenica scorsa sugli spalti del Comunale di Furci Siculo, durante una gara Allievi Provinciali. Possiamo definire l’acese Peppe Raciti, un figlio della nostra riviera jonica, come lui stesso ci ha detto “ da 30 anni passo le mie vacanze a Furci , posso ritenermi uno di casa”.

Iniziamo subito la nostra chiacchierata partendo dal passato, ovvero dai primi passi nel mondo arbitrale ma soprattutto abbiamo chiesto chi è Pippo Raciti? “ Nella vita privata sono stato funzionario dell’Agenzia delle Entrare, sposato con la signora Maria Rita di origine savocese, due figli Stefano e Francesco, entrambi hanno intrapreso la mia passione quella del “fischietto”: Stefano 29 anni ex arbitro in Serie D e Francesco 24 anni, attualmente arbitro alla Can in D.”

Invece la sua passione con la conseguente carriera nel mondo arbitrale come è iniziata? “ Diciamo che la mia carriera è iniziata nel 1969 partecipando al Corso Aspirante Arbitro di Catania, da lì è partito il tutto”

Ricorda la sua prima gara? “ Non ricordo le squadre, ma il campo si: il Duca D’Aosta a Catania”

Lei prima di fare l’arbitro ha giocato a pallone? “ Ho iniziato a giocare nel S. Venerina nel campionato di Prima Categoria, in quel fragente alcuni amici mi hanno proposto il Corso aspiranti arbitri, questo succedeva all’età di 19 anni”.

Da qui è iniziata la sua carriera che lo ha portato ad arbitrare in Serie D? “ Diciamo di si, in breve tempo ho raggiunto i massimi livelli regionali arbitrando nell’allora Campionato Interregionale,  oggi l’odierna Can D”.

Da arbitro ad assistente? “ Ho intrapreso anche la carriera di assistente arrivando fino in Serie A con oltre 100 gare, venendo chiamato anche in campo internazionale”.

Nella sua carriera ha ricoperto anche il ruolo di Osservatore Can D, quando il suo primo incarico alla Sezione di Acireale? “Nel 2000 sono stato eletto  vicepresidente, assumendo altri incarichi nel corso degli anni.”

Adesso è arrivato il nuovo incarico, intende continuare la linea intrapresa dal suo predecessore Saro D’Anna? “Non c’è alcun dubbio, continueremo un percorso iniziato circa tre anni che prevede l’incremento ed il reclutamento degli arbitri, oltre alla loro valorizzazione sia dal punto di vista tecnico ma soprattutto comportamentale”

In che cosa consiste il reclutamento? “ Una serie di fasi che inizia  con la seduta atletico-tecnico, poi la vera selezione avviene sui campi di calcio la domenica”

Pregi e difetti di una carriera arbitrale? “ Troviamo dei ragazzi subito uomini nel rispetto delle regole. Tra i difetti, quelli della Società di oggi, hanno bisogno di essere seguiti ed attenzionati. Altro riflesso negativo, rispetto al passato, i ragazzi di oggi hanno più svaghi non è portato al sacrificio. A questo dobbiamo aggiungere la sicurezza in campo che scoraggiano a chi vuole intraprendere tale carriera”.

Questo purtroppo è un piaga da combattere? “ Senz’altro, noi insieme al Presidente della Figc Sandro Morgana stiamo impegnando tutte le energie per debellare completamente ogni atto di violenza sui campi di calcio”.

Chi intraprende la carriera di arbitro lo fa per passione o per ricevere dei benefici? “Una volta c’era una leva importante che era legata alla tessera federale, oltre agli accessi agli stadi e con una discreta remunerazione. Oggi questa leva è venuta meno, i rimborsi sono diminuiti e gli accesi agli stadi è stata limitata

Come in politica nel mondo arbitrale c’è una casta? “ Guai se fosse così. La gratificazione, le promozioni ed i valori vengono fuori attraverso l’esperienza e la verifica settimanale sul campo”.

Lei proviene dalla Sezione di Acireale, indicata dagli addetti ai lavori come la migliore della Sicilia? “Questo è il frutto iniziato 20 anni insieme a Saro D’Anna, adesso stiamo raccogliendo i frutti, un lavoro fatto negli anni con stage ad inizio, a metà ed alla fine di ogni stagione”.

Come vede un assistente arbitro anche nelle categorie inferiori? “ Non vedo una figura assistente-arbitro. Chi intraprende tale carriera sportiva deve iniziare subito come arbitro, quello che oggi manca, rispetto al passato, iniziare la carriera arbitrando nel settore giovanile, questo è un handicap”.

Ci sono giovani arbitri promettenti che possono ambire ad una carriera di livello? “ Abbiamo diversi giovani promettenti in ambito regionale seguiti tramite un progetto finanziato dall’UEFA che agevola il percorso degli arbitri regionali che manifestano un’attitudine al mondo arbitrale”

Il suo sogno nel cassetto? “Oltre che vedere un nostro Lo Bello a livello siciliano, vedere i nostri arbitri affermarsi nella società del domani come professionisti”.

 



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