Tifoso muore d'infarto sulle gradinate Rinviato il derby Orlandina-Milazzo

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Tifoso muore d'infarto sulle gradinate Rinviato il derby Orlandina-Milazzo

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CAPO D'ORLANDO : Morire per amore del calcio. Amore per quei colori rossoblù che l'avevano fatto trepidare per una vita, e che, per una tragica fatalità, ieri pomeriggio hanno segnato il capolinea della sua esistenza. Umberto Giardina, ottantadue anni, pensionato ed ex dipendente comunale, tifoso storico della squadra mamertina, se n'è andato col sorriso sulle labbra, mentre era seduto sulle gradinate del "Merendino" quando mancavano cinque minuti all'inizio del derby tra il «suo» Milazzo e l'Orlandina. Erano le 14.25, lo speaker aveva appena annunciato le formazioni delle due squadre quando facevano il loro ingresso allo stadio i tifosi organizzati ospiti intonando cori di incitamento alla formazione di Antonio Venuto.
L'adrenalina è a Mille, emozioni incontrollabili, ma l'ultimo sussulto di gioia è un spasmo letale. Umberto Giardina si accascia improvvisamente accanto all'ex presidente del Milazzo Pasquale Cuciti, ma si capisce subito che le condizioni dell'anziano tifoso, colto da un infarto fulminante, sono gravissime. Gli ultras mamertini richiamano l'attenzione del medico sociale del Milazzo, dottor Franco Cusumano e del massaggiatore Mauro La Rosa, i quali raggiungono immediatamente le gradinate e tentano disperatamente di rianimare l'uomo praticando sia la respirazione bocca a bocca che il massaggio cardiaco.
Comprensibile tensione tra i tifosi che si tramuta in disperazione quando il sanitario desiste dal proseguire il soccorso constatando l'avvenuto decesso del poveretto.
A quel punto si doveva decidere se giocare ugualmente la partita oppure rinviarla nel segno di lutto e di cordoglio nei confronti della famiglia Giardina e di tutta la tifoseria rossoblù. Gli ultras del Milazzo hanno chiesto espressamente ai propri giocatori di rientrare negli spogliatoi, breve conciliabolo tra i dirigenti delle due società che alle 14.50 comunicano al direttore di gara, il signor Pisicoli di Nichelino, che ne prende atto, la comune decisione di non scendere in campo. Nel frattempo sono scattate le indagini di rito anche perché il cadavere era stato improvvidamente rimosso e trasportato con l'ambulanza di servizio nella sala mortuaria del vicino ospedale di Sant'Agata Militello. L'iniziativa si può comunque giustificare con ragioni di ordine pubblico perché i tifosi del Milazzo non si rassegnavano all'idea di quella morte assurda.

Negli spogliatoi, come è comprensibile, non c'è tanta voglia di parlare, e il tecnico mamertino Antonio Venuto ricorda la figura del tifoso scomparso: «Umberto Giardina faceva parte della famiglia del Milazzo calcio perché, a dispetto dell'età non mancava agli allenamenti e ci seguiva anche nelle amichevoli. La sua morte ci ha provocato un senso di angoscia ed è evidente che in questo clima non aveva senso disputare la partita, le prossime gare giocheremo anche per lui e tutte le vittorie gli saranno dedicate». Venuto parla anche del futuro della sua squadra: «confermo che lottiamo per la promozione, ma dobbiamo fare i conti con quell'autentica corazzata che l'Acireale».

Nell'altro stanzone il giocatore-allenatore dell'Orlandina Ciccio Emanuele non esclude l'arrivo di qualche pezzo pregiato: «Siamo interessati all'acquisto di un centrocampista-interditore e di una prima punta d'area di rigore che arriverebbero, però, soltanto se dovessero possedere i numeri per consentirci di fare il salto di qualità».

Le due squadre avevano messo a referto le seguenti formazioni. Orlandina: Bucca, Saraniti, Zingales, Emanuele, Bontempo, Pezzullo, Ferrer, Margò, Marotta, Cannistraci, Naro; Milazzo: Di Dio, Lo Presti, Fleri, D'Arrigo, Di Napoli, Frassica, Santamaria, Orioles, Calabrese, Camarda, Cipriano.



 



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