Antonio Gullotta a ruota libera...l'Uni.co "abbiamo un modo nostro di vedere il calcio"

SportJonico.it

lo sport della riviera jonica messinese

Wednesday
Mar 20th
Text size
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size
Home Calcio a 5 Antonio Gullotta a ruota libera...l'Uni.co "abbiamo un modo nostro di vedere il calcio"

Antonio Gullotta a ruota libera...l'Uni.co "abbiamo un modo nostro di vedere il calcio"

E-mail Stampa PDF
Valutazione attuale: / 0
ScarsoOttimo 

Fermo il campionato di Serie C/2 di calcio a 5 (si riprende sabato 12 Gennaio), si riprende a parlare di futsal con un personaggio, anzi un ragazzo dalle idee chiare, caratterialmente forte, nel senso quando si mette in testa un dato progetto, lo deve portar al termine, ma nello stesso tempo consapevole che certi traguardi, certi obiettivi non si raggiungono in poco tempo, bisogna lavorare, sudare, ma soprattutto essere umili ma soprattutto realistici.

Un personaggio, al dire il vero, ogni volta che lo incontro, è  un vulcano in eruzione, un fiume in piena, un dirigente nonostante la giovane età d’avaguardia. Un dirigente la cui passione nasce all’età di 17 anni quando accompagnava suo fratello ed altri amici a fare provini in giro per il Sud Italia, lui cercava di carpire i segreti del mestiere, di volta in volta conosceva direttori sportivi e procuratori, diciamo  una “fase di studio”.  Inizia la sua carriera dirigenziale nel 2011 con il Real Taormina in Terza Categoria dove faceva il dirigente accompagnatore. Il salto di categoria nel 2013 nelle vesti di Direttore Organizzativo dell’Asd Taormina Calcio della Finale Play-Off Eccellenza.

Nella stagione successiva sempre nel Taormina nelle vesti di Segretario. Nel Settembre 2014 passa ai cugini dello Sporting Taormina come responsabile del settore giovanile. In tre stagioni vince,  un titolo provinciale allievi, due coppe disciplina, oltre alla disputa di una finale play-off giovanissimi provinciali, una finale play-off Allievi Regionali, poi terzo posto “scudetto” siciliano Allievi Provinciali.

Nell’estate 2017 il passaggio alla Jonica Calcio Riposto come responsabile settore giovanile, Società affiliata alla Juventus Academy.  Nel Dicembre 2017 decide di dedicarsi a tempo pieno come Direttore Sportivo all’Unione Comprensoriale, stiamo parlando del taorminese Antonio Gullotta “anima e core” dell’Uni.co con il quale ci siamo fatti una lunga chiacchierata analizzando il presente, con uno sguardo anche al passato,  con un occhio al futuro.

La prima domanda non può essere quella come da tradizione ci è stata la cena sociale per le feste natalizie tra dirigenti, staff e giocatori? “Naturalmente si, nella nostra società siamo molto legati a queste sorta di tradizioni. È stata una bellissima occasione per passare una serata insieme, farci gli auguri e compattare ancor di più il gruppo”.

Una curiosità cosa ha detto ai suoi ragazzi, oltre a fare gli auguri di buone feste?  Sia sincero....!!! “Ma ti dirò, niente di nuovo rispetto a quello che gli dico praticamente ogni giorno, oltre che naturalmente dare la carica per quello che sarà il girone di ritorno, visto che devo essere sincero, chi mi conosce sa che io ho una vera e propria fissa con le regole e con i comportamenti da tenere all’interno di questa società, e sono felice che sto riuscendo a trasmettere questa cosa a quasi tutti i dirigenti (ride), di conseguenza ogni volta sfrutto queste occasioni per ricordarle a tutti, oltre che ricordargli a cosa appartengono e a quanto loro siano importanti per noi”.

Passiamo ad analizzare il 2018, facciamo un bilancio tutto sommato positivo, per una Società piuttosto giovane? “Penso di parlare a nome di tutti, quando dico che il bilancio è più che positivo, ancora è passato troppo poco tempo per dimenticare quando a proposi a due miei amici oggi, presidente e vice di fondare una società. Tanta voglia, tante idee, entusiasmo, ma siamo partiti davvero da zero, dal loro “si” però, le idee sono state molto chiare, e abbiamo lavorato duramente per svilupparle, per il resto un terzo posto raggiunto con una squadra praticamente fatta di Under, questa stagione siamo in C2, in una zona tranquilla con uno dei migliori Mister in circolazione, come non dare un bilancio positivo”.

Prima di parlare dell'attuale campionato, facciamo un passo indietro, ovvero alla scorsa stagione, dove l'Unione da matricola è stata protagonista per tutto il girone di andata, poi il crollo...? L’anno scorso è stato l’anno zero per tutti noi, dirigenza, staff, giocatori, siamo entrati in un mondo che può sembrare simile al calcio, ma in realtà con molte differenze ed è strano che malgrado non avendo neanche un giocatore d’esperienza nel Futsal, come lo stesso mister siamo riusciti come dici tu a chiudere l’andata da primi in classifica, quello che è che accaduto dopo sono convinto che sia stato per tre motivi, la mancanza d’esperienza, probabilmente un mio non ottimo lavoro nel mercato invernale, visto il primo posto e gli impegni lavorativi che hanno costretto il mister a fare molte assenze. Ma ti dirò che malgrado quello, non ci siamo mai persi d’animo, anche perché sono abituato a guardare molto oltre e questa cosa cercavo di trasmetterla ai ragazzi, facendogli capire, che dovevano concentrarsi sulla loro crescita più che sul risultato finale, non ti nascondo che io da dicembre cominciavo a pensare alla prossima stagione”.

Forse nel momento cruciale è venuta meno l'esperienza, ma tutto ciò vi ha fatto disputare il play-off? “Si avevamo fatto tanti punti all’andata, i play off erano al sicuro, proprio per questo come ti dicevo, ho fatto di tutto per far capire ai ragazzi che il risultato nel breve periodo per quanto bello, non è importante quanto quello nel lungo periodo”.

Tu Antonio sei un ragazzo ambizioso dalle idee chiare, l'esperienza della Serie D ti è servita per valutare la possibilità di fare un passo importante, quello di tentare il ripescaggio in Serie C/2? Ti ringrazio per il complimento, diciamo che vivo questa passione, nella maniera più costruttiva possibile, anche se negli ultimi due anni anni ho deciso di mollare un po’ la presa, rispetto al passato, prima dedicavo quasi tutto il mio tempo a passione. Detto questo si! Come ti dicevo la scorsa stagione è stata una stagione conoscitiva, ma conoscendo le regole federali non appena ho visto che con tutti i fattori che ti dicevo prima, nel girone di andata eravamo già qualificati ai play-off, ho cominciato a pensare che se non fossimo saliti direttamente, dovevamo puntare al ripescaggio”.

Dimmi la verità pensavi nel buon esito del ripescaggio in C/2? “Sono sincero, in cuor mio ero molto speranzoso, ma non ne avevo la sicurezza, perché comunque conosco le dinamiche federali e sapevo che noi avevamo un buon punteggio, però la realtà dei fatti è che quando noi presentammo domanda, ancora la Nike Club e Il Città di Letojanni non avevano dichiarato nessun fallimento ed inoltre c’era il Real Taormina, nel nostro stesso comune, cosa che in termini di punteggio, ci toglieva qualcosa, unico nostro punto a favore che eravamo stati gli unici in tutta la provincia a presentare domanda e questo non ti dava aimè nessuna sicurezza”.

A distanza di qualche mese, dimmi la verità è valsa la pena fare questo salto di categoria? Come dirti di no, sono molto orgoglioso di avere dei soci che hanno avuto il coraggio di fare la domanda di ripescaggio, a chi non ne capisce di calcio, può sembrare una cosa semplice, ma in realtà sia economicamente che logisticamente è stata davvero un’azione di coraggio sopratutto per quello che eravamo come società e sono felice di poter dire oggi, che è stata la cosa più intelligente da fare per i tanti motivi che tutti sanno”.

Secondo me l'ambiente intorno all'Unione Comprensoriale alla notizia del ripescaggio in Serie C/2, era piuttosto scettico, ma tu hai risposto con l'ingaggio di coach Cento, una garanzia, oltre ad essere una figura professionale? Sicuramente lo era, ma lo sarei stato anche io, obiettivamente, avevamo una rosa non pronta, troppo giovane per la categoria e di base non avevamo nemmeno un mister appunto, ti posso dire che prima ancora della domanda di ripescaggio, ovviamente abbiamo parlato con diversi allenatori, ma non appena si è creata l’occasione di Mr Cento sono passati tutti in secondo piano, non per demeriti di altri allenatori ma perché avevo individuato il lui la figura perfetta per noi, e sono felice di dire che la prima volta che lo incontrammo la sintonia è stata totale, abbiamo un modo molto simile di vedere il calcio anche se siamo costretti a vederlo da due ruoli diversi e credimi quanto ti dico che mi auguro davvero che questo progetto tecnico possa andare avanti per un po’ di tempo, anche se sono consapevole di come funziona il calcio e che magari le sue ambizioni siano più veloci delle nostre, anche se un giorno io e lui ci siamo detti una cosa, che mi fa ben sperare per il futuro (ride)”.

Vorrei chiederti tante cose....come per esempio, sei contento del cammino in campionato della squadra, secondo le tue previsioni? Ovviamente sono molto contento, personalmente vedo miglioramenti giornalieri, vedo tanti Under che fanno sempre più loro questo sport, vedo un gruppo unito, un’attimo piazzamento in campionato e la qualificazione al turno successivo di Coppa, questo più che quello che prevedevo era quello che speravo, ma ancora il cammino è lungo ed i conti si fanno sempre alla fine”.

Mi togli una curiosità.....il segreto dell'Unione Comprensoriale che adesso è diventata la "bandiera" del futsal della riviera jonica messinese? Segreti potrebbero essercene tanti come nessuno d’altronde, quello che so è che abbiamo un nostro modo di vedere il calcio, la gestione di una società e tutto quello che ne concerne e facciamo di tutto per portalo avanti. Sicuramente l’essere diventati la bandiera di questo sport ci aiuta a comprendere quanto bene stiamo facendo, in quanto l’obbiettivo è migliorarsi sempre più, sopratutto perché praticamente quasi mai abbiamo fatto azioni di disturbo alle altre società, quindi di conseguenza l’esserci ritrovati in questa situazione con le nostre forze, senza chiedere nulla a nessuno, e avendo sopratutto quest’estate deciso di non fare nessuna fusione ma puntando ad andare avanti con le nostre sole forze, ci riempie di belle emozioni, ma non ti nascondo che per il nostro modo di vedere il calcio, questa situazione, ci dà molto senso di responsabilità che però sono sicuro sarà da stimolo per portare avanti tutti i progetti che abbiamo in mente”.

Ultima domanda come possiamo definire l'Unione Comprensoriale, una squadra, un team, un gruppo di ragazzi, oppure una "famiglia"? Credo tu sappia già la risposta, ormai il brand famigliaunico è conosciuto da tutti (ride) però c’è da dire che più il progetto crescerà più sarà difficile riuscire a portare avanti questo concetto, ma per fortuna la società è diventata molto numerosa e solida e tutti remiamo dalla stessa parte, quindi di conseguenza ci godiamo quello che si è creato e sono sicuro che faremo il massimo per far sì che resti una famiglia anche nel tempo”.

Prima di salutarci un piccolo giochino: cosa butteresti giù dalla torre del 2018? Ma probabilmente non c’è niente che butterei, anche le più grandi difficoltà o errori ci è mi sono servite per crescere, anche se pensandoci bene butterei la nostra convinzione di aver potuto giocare in una struttura, cosa che all’ultimo minuto ci è venuta a mancare, senza poi avere pronto un piano B cosa che ci è costata economicamente tanto, e poi butterei chi avrebbe il dovere di aiutare le associazioni sportive del territorio, ma in maniera totalmente selettiva decide a chi dare il proprio contributo e a chi no e su questo mi ci soffermo, perché mi rattrista vedere l’indifferenza verso alcune associazioni che danno un grosso contributo sociale al nostro territorio, senza aver il minimo sostegno da chi dovrebbero averlo”.

Stessa domanda, però al contrario cosa salveresti? “Senza dubbi salvo tutti quelli che fanno è che hanno fatto parte di questa famiglia e allo stesso tempo chi con tanto affetto settimanalmente ci sostiene ed ha a cuore il futuro di questa società.”

Infine cosa ti proponi per il 2019 per la "famiglia " Uni.co"?Le cose che mi propongo sono troppe, mi conosci (ride) tra le tante mi propongo di poter avere usufruire di una struttura che ci dia la possibilità di portare avanti tutti i progetti che abbiamo in mente in maniera un po’ più serena”.

L'Uni.co è partito con una rosa composta da giovani alla loro prima esperienza in Serie C/2. A Dicembre il cambio di rotta, ovvero l'arrivo di  giocatori esperti o di giocatori di prospettiva....perchè questa scelta? Partiamo dicendo che già da inizio stagione abbiamo dovuto per forza di cosa aumentare l’età media del gruppo e fortunatamente l’abbiamo fatto con giocatori veramente validi come i Puglisi, Toscano,Cicala ma allo stesso tempo abbiamo preso tantissimi Under di grande prospettiva per via l’under 21, poi a dicembre siamo riusciti a far riallacciare le scarpette ad un valore assoluto come Giuseppe Puglisi e sulle ali di questo “colpo” per la prima volta abbiamo deciso di trattare un giocatore tesserato con un’altra società cosa che seppur lecita non avevamo mai fatto, ma abbiamo pensato che per una volta, visto che alla società in questione, non interessasse avere il nostro rispetto, non dovevamo preoccuparcene ed essere un po’ più egoisti e di conseguenza abbiamo preso uno dei migliori portieri del comprensorio che è Melita, anche oggi penso che l’avremmo potuto prendere forse dal mercato degli svincolati, e proprio da lì che si è creata l’occasione di prendere anche quello che per me è il miglior 97 della riviera Jonica, d’altronde quando scopri che un under così valido decide di svincolarsi non puoi non trattarlo.

Sai che sul mercato ti parlerei per ore, visto che è il mio campo specifico (ride) ma concludo dicendoti che ogni scelta dalla prima all’ultima è stata fatta con enorme ponderatezza e confronto tra me il mister e gli altri soci, riuscendo sempre a fare la scelta giusta, avendo oggi una rosa che ci soddisfa sia calcisticamente ma sopratutto umanamente.

 

Di Mimmo Muscolino

 



Video - Primo Piano


Trasmissione Sportiva

Top menu

Contattaci