L’amarezza di Haitem Fathallah: “Evitiamo i processi mediatici”

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L’amarezza di Haitem Fathallah: “Evitiamo i processi mediatici”

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Protagonista della rimonta in gara 2 dei play out con il CUS Catania, i suoi nove punti consecutivi (gioco da tre e due triplone) hanno rappresentato la svolta del match. Haitem Fathallah, playmaker agrigentino da due anni in forza alla Basket School Messina, campione d’Italia Under 21 con il Porto Empedocle nel 2009, è diventato, suo malgrado, protagonista anche per fatti che poco hanno a che fare con lo sport giocato.

Un episodio poco simpatico accaduto sul finire del match con il giovane talento del CUS Nicolò Mazzoleni, che per le sue parole, dette in un momento di nervosismo, in cui spesso l‘adrenalina prende il sopravvento, è stato squalificato dal giudice sportivo per due giornate. Fathallah ha tolto la maglietta in segno di protesta.

Haithem, cos’è successo in campo? come mai il tuo gesto eclatante? “Il trash talking durante una partita ci sta e infatti c’è stato, ma quando “l’insulto” diventa personalizzato con chiaro riferimento al mio nome e alle mie origini le cose cambiano e non è più accettabile. Bisogna capire che le parole hanno un peso. Detto questo l’episodio per me si è chiarito nel momento in cui il ragazzo mi ha chiesto scusa, sono sicuro che le sue parole sono state dette con leggerezza in un momento di foga agonistica e non con cattiveria. Mi auguro quindi che la questione si concluda qui senza inutili processi mediatici... Anzi, lo invito ufficialmente ad andare a mangiare il kebab insieme, offro io”.

Secondo quanto riportato da una testata giornalistica, il coach del CUS afferma che hai provocato per tutta la gara e che alla fine sei andato via con i tuoi “amici” arbitri. Vuoi rispondere? “Per quanto riguarda le gravissime dichiarazioni del coach, sono rimasto esterrefatto e amareggiato. Invece di smorzare un po’ i toni e dare l’esempio ai suoi giocatori, specialmente i più giovani, non solo getta benzina sul fuoco dichiarando falsità senza fondamento ma vorrebbe pure far passare me da colpevole, accusandomi addirittura di essere in combutta con gli arbitri per “danneggiare il CUS Catania”. Da un educatore del suo calibro mi sarei aspettato tutt’altra presa di posizione”.

Ma sei andato via con gli arbitri a fine partita? “Assolutamente no! Sono tornato a Messina con il team manager Giuseppe Merrino, con Gianlorenzo Corazzon e Daniel Hendrych in macchina e ci ha visti anche il dirigente accompagnatore di Catania”.

Parliamo di sport, almeno questo era il nostro intento. Avete sofferto soprattutto nella fase centrale della gara, ma alla fine la vostra maggiore esperienza ha avuto la meglio... “Come successo anche in altre partite di questo finale di stagione purtroppo abbiamo avuto un improvviso calo di concentrazione e intensità che ha permesso un pericoloso parziale a nostro sfavore. Ma poi grazie forse alla nostra maggiore esperienza e alla voglia di dimostrare a tutti il nostro reale valore, siamo riusciti tutti insieme a recuperare e vincere la partita”.

Una stagione che poteva forse regalarvi maggiori soddisfazioni e che ad un certo punto vi ha visti lottare nelle prime posizioni, poi cos'è successo. “Visto l’inizio di stagione esaltante ci saremmo aspettati sicuramente un epilogo diverso, ma purtroppo, complice anche qualche infortunio e squalifica di troppo, abbiamo perso un po’ di quella continuità e sicurezza che avevamo acquisito dopo le prime vittorie. Ne abbiamo risentito nel proseguo della stagione e non siamo stati in grado di raggiungere i playoff, che erano alla nostra portata”.

A fine gara, la squadra, compreso Fathallah, ha festeggiato la salvezza da “Vulcania", a Messina, lo testimoniano le foto che alleghiamo al comunicato.

 



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