La Corte Sportiva di Appello respinge su tutti i fronti il reclamo del S. Alessio "è inammissibile" riguardante i provvedimenti disciplinari della gara con il Città di Villafranca.

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La Corte Sportiva di Appello respinge su tutti i fronti il reclamo del S. Alessio "è inammissibile" riguardante i provvedimenti disciplinari della gara con il Città di Villafranca.

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Respinto su tutti i fronti il reclamo proposto dalla Pol. S. Alessio riguardanti i provvedimenti disciplinari adottati dal Giudice Sportivo del Comitato Siculo dopo la gara del 6 Gennaio 2018 valevole per il campionato di Prima Categoria tra il S. Alessio – Città di Villafranca, in base al referto presentato dal di rettore di gara.  La motivazione: “il reclamo è Inammissibile”.

La Corte Sportiva di Appello Territoriale costituita dall’Avv. Ludovico La Grutta,Presidente, dall’avv. Davide  Giovanni Pintus, dal Dott. Sergio La Commare, e dal Dott. Roberto Rotolo, componenti fra i quali l’ultimo con funzioni di Segretario, con la partecipazione del rappresentante A.I.A. sig. La Cara Giuseppe, nella riunione del giorno 30 gennaio 2018 “ ha rigettato il ricorso proposto dal S. Alessio e, per effetto dispone addebitarsi la tassa reclamo (€ 130,00) non versata

Cosa aveva deciso il Giudice Sportivo? “ammenda di € 80,00 alla società,  inibizione fino al 30/11/2018 per il dirigente Maimone Antonino, squalifica fino al 06/01/2023 per il calciatore Maimone Francesco, squalifica di cinque gare per il calciatore Miano Manuel,  squalifica fino al 05/02/2018 per l’allenatore Mancuso Malerba Giuseppe.(leggi l'articolo al riguardo - Stangata per il S. Alessio: multa, squalificati dirigente, allenatore e un giocatore per 5 anni).

La tesi sostenuta nel reclamo dalla Società S. Alessio come viene riportato nel Comunicato Ufficiale “ Con tempestivo gravame la A.S.D.P. Sant’Alessio impugna la decisione del Giudice Sportivo Territoriale, chiedendo l’annullamento dell’ammenda per la società e la squalifica per l’allenatore Mancuso Malerba Giuseppe nonchè la riduzione delle squalifiche per il dirigente Maimone Antonino e per il calciatore Miano Manuel. Le richieste sono state così motivate:

1) i danni all’autovettura del direttore di gara non sono addebitabili alla società perché parcheggiata distante dal campo sportivo e perché non contestati nella immediatezza;

2) la entità della sanzione per il sig.Maimone Antonino appare sproporzionata al suo mero “inveire” contro l’arbitro;

3) il calciatore Maimone Francesco ha solo sfiorato con un calcio l’arbitro, che infatti ha raggiunto gli spogliatoi senza neppure zoppicare e senza richiedere alcun intervento sanitario e delle Forze dell’Ordine ; 4) il calciatore Miano Manuel solo per un gesto di stizza ha lanciato della terra, ma senza colpire l’arbitro;

5) l’allenatore Mancuso Malerba Giuseppe non ha inveito contro l’arbitro, limitandosi ad invitare i calciatori della sua squadra ad uscire dal campo.

Ecco cosa ha riportato il direttore di gara nel suo referto “al 48’ del secondo tempo dopo la concessione di un calcio di rigore alla società ospite il dirigente Maimone Antonino e l’allenatore Mancuso Malerba Giuseppe entravano in campo ed il Maimone si avvicinava minaccioso e mi spingeva e mi rivolgeva insulti e mi attingeva con sputi, mentre il Mancuso, entrato in campo, protestava con veemenza, cercando il contatto con la mia persona. Entrambi sono stati allontanati”, nonché, tra le espulsioni, quella del calciatore Maimone Francesco, avvenuta nella medesima circostanza “per proteste e per avermi più volte spintonato”.

Il direttore di gara ha redatto anche un supplemento di referto:   quanto ai calciatori Maimone Francesco e Miano Manuel, che a fine gara nel tragitto verso gli spogliatoi il primo, già espulso, “raggiuntomi, continuava con insulti …..… e minacce (ti ammazzo, oggi non esci vivo) … improvvisamente mi colpiva con un forte  calcio al ginocchio destro, procurandomi forte dolore e facendomi barcollare e cercando di colpirmi ancora, a stento trattenuto dai dirigenti” ed il secondo “da dietro le mie spalle mi buttava addosso della terra che mi raggiungeva in testa”; che entrambi infine avevano continuato ad inveire pure dentro gli spogliatoi.

I danni alla macchina del direttore di gara: “ Quanto ai danni, riportati dalla sua autovettura (ad entrambi gli specchietti retrovisori) ha precisato che prima della gara aveva chiesto al dirigente accompagnatore dove potesse parcheggiare la vettura, ricevendo indicazione per lo spazio antistante il campo da gioco ed assicurazione che “nessuno l’avrebbe toccata”; ha allegato quindi foto dei danni subiti all’auto e copia della denuncia presentata nella immediatezza ai Carabinieri”.

Salvatore D’Agata presente all’udienza a sostenere la tesi del S. Alessio davanti ai giudici: ecco cosa riporta il comunicato “ il sig. D’Agata Salvatore delegato dal presidente della A.S.D.P. Sant’Alessio, il quale ha insistito su quanto rappresentato in favore della società”.

Il parere della Corte di Appello Territoriale: “ Ciò posto, va rilevata in primo luogo la inammissibilità del reclamo concernente la sanzione dell’ammenda alla società, in quanto l’ammontare della stessa risulta inferiore al minimo (euro 150) previsto dall’art. 45 c.3 lett.d) C.G.S. per la 1° categoria. E’ solo appena il caso di ricordare che per l’art.14 comma 1 del C.G.S. la società ospitante è oggettivamente responsabile del comportamento dei propri sostenitori e che, secondo gliartt.62-65 delle norme organizzative della FIGC, ha l’obbligo di tutelare l’ufficiale di gara ed i beni di sua proprietà, non solo prima e durante lo svolgimento della partita, ma anche dopo il termine della stessa, specie se casi particolari ne consiglino una prolungata assistenza. E la CAF (decisione del 12/04/85) ha statuito che la società ospitante si assume la responsabilità di eventuali danneggiamenti alla vettura dell’arbitro, anche se questa sia parcheggiata fuori dall’impianto sportivo ed in zona espressamente indicatagli da un dirigente.

Inammissibile è anche il reclamo avverso la sanzione applicata all’allenatore Mancuso Malerba Giuseppe, anche questa inferiore al limite (mese uno di squalifica) stabilito dall’articolo 45 comma 3 lett. b) del C.G.S.

Passando all’esame nel merito - pur con la comprensione della rabbia indotta dal provvedimento arbitrale decisivo sull’esito dell’incontro a qualche minuto dal termine – la sanzione inflitta al dirigente, sig. Maimone Antonino, appare adeguata al comportamento dello stesso (atteggiamento minaccioso, spinte, insulti e sputi), neppure contestato specificatamente nel corpo del reclamo.

Altrettanto giustificata appare quella applicata al calciatore Maimone Francesco, che, oltre alle proteste, agli spintoni ed agli espliciti insulti e minacce sopra ricordati, ha posto in essere una vera e propria aggressione nei confronti dell’arbitro, limitata al solo calcio al ginocchio (non solo “sfiorato”) dello stesso perché trattenuto dai presenti. E non pare risolutivo al riguardo che manchi la conferma di un referto medico (e, tanto meno, una richiesta di aiuto alle Forze dell’Ordine), considerato che la condotta appare di per sé alquanto grave e deprecabile.

Lo stesso dicesi per quanto attribuito al calciatore Miano Manuel, il cui lancio di terra non avrebbe potuto essere avvertito dall’arbitro se non fosse stato raggiunto alla testa, visto che è stato operato alle sue spalle

 



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