"Allenatori privi di licenza", adesso basta presa di posizione del Presidente AIAC di Messina Andrea Argento.

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"Allenatori privi di licenza", adesso basta presa di posizione del Presidente AIAC di Messina Andrea Argento.

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Ci risiamo, l'Associazione Italiana Allenatori di Calcio Gruppo Provinciale di Messina, la considetta A.I.A.C guidata dal Presidente Andrea Argento scende in campo nuovamente in difesa dei propri tesserati. Come era successo qualche anno fa, era stato Francesco Cottone a lanciare l'allarme, adesso è Andrea Argento a prendere posizione: la questione riportata nuovamente alla ribalta è "affidamento delle panchine a tecnici privi di abilitazione, il cosidetto "tesserino" a discapito di coloro che invece hanno effettuati i vari corsi di allenatore, con specifici corsi di aggiornamenti, risultato che la tendenza anche se è diminuita rispetto al passato, esiste ancora dove diverse Società si affidano a tecnici non abilitati, anche se preparati, alcuni in passato hanno vinto anche campionati.

Cosa fare? Bella domanda che senz'altro non troverà soluzione fino a quando non c'è sintonia tra le varie componenti che ruotano intorno al "pallone" ad iniziare dalla Figc che fino a questo momento è stata molto labile a prendere delle decisioni ben precise, anche se su insistenza dell'Associazione si è attivata proponendo vari corsi per ottenere l'abitalizazione

Si riporta di seguito la dichiarazione ufficiale del presidente dell’AIAC di Messina, Andrea Argento, in merito all'impiego da parte di diverse società di allenatori privi della licenza rilasciata dalla FIGC:

"Ogni anno registriamo diversi casi in cui, eludendo le regole vigenti, le società di calcio affidano la conduzione tecnica delle loro squadre a persone prive della licenza per svolgere questo importantissimo e delicato ruolo. Vogliamo assolutamente sottolineare e ribadire con tutte le nostre forze che è una pratica assolutamente scorretta, che lede la dignità della categoria e non è rispettosa verso quegli allenatori abilitati che sono in regola con tutti gli adempimenti che la Federazione impone.

Allenare senza abilitazione non deve essere possibile! Non possiamo restare inermi e registrare l'avvento in panchina di persone prive di qualsivoglia qualifica (e con essa di ogni tipo di tutela, in primis quella assicurativa). Non è accettabile che nel 2017 si presentino ancora queste situazioni, soprattutto nella nostra provincia, che ha visto una incidenza eccezionale e mai registrata prima, di corsi abilitanti di ogni genere. Noi come Associazione allenatori scendiamo ufficialmente in campo per tutelare tutti i tecnici che hanno investito tantissimo tempo, ed ingenti somme economiche, per formarsi, rinnovare ogni stagione l'iscrizione all'Albo ed aggiornarsi, cosa che da qualche anno è diventata peraltro obbligatoria con la sua relativa tassa da pagare.

In linea con quello che è scritto nel nostro Statuto, dobbiamo tutelare in ogni modo gli interessi sportivi, morali ed anche economici dei nostri associati che non possono essere penalizzati dal mancato rispetto di queste regole. Vogliamo far sentire la nostra voce e  chiediamo ufficialmente alla Federazione Italiana Giuoco Calcio di intervenire per far rispettare in modo deciso e tempestivo quelle che sono le loro norme ed i loro Regolamenti in materia di Allenatori abilitati e conduzione tecnica delle squadre, affinché non venga svilito il senso, il significato e l'importanza dei Corsi di abilitazione che vengono organizzati in tutto il territorio nazionale. Con la stessa FIGC dobbiamo lavorare in sintonia e sinergia per risolvere, una volta per tutte, questa problematica e smetterla di mettere la testa sotto la sabbia per evitare di continuare ad operare e credere in un mondo dove l'escamotage riesce ad avere la meglio sulle regole.

Non possiamo permettere che la nostra categoria venga calpestata, che vengano meno questi principi e che ci sia ancora, dopo tutto quello che è stato fatto e ribadito, una intollerabile leggerezza quando si parla del rispetto e della tutela degli Allenatori di calcio. Non permettiamo che si scherzi con i nostri enormi sacrifici, con il nostro impegno, con la nostra professionalità, con la nostra infinita passione che mettiamo quotidianamente al servizio di società e giocatori, ma soprattutto che venga continuamente arrecato questo danno etico e morale al nostro sport, ponendo un grande ostacolo alla crescita del sistema calcio.

Per combattere questa vera e propria piaga, tenendo fede al nostro mandato ed alla nostra funzione, metteremo in piedi le azioni necessarie per farci rispettare, al fine di sensibilizzare tutte le componenti che ruotano attorno a questo mondo. Ove non fosse percepita come tale si capirebbe la profondità del problema in questione."

 




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