Adesso è obbligatorio: Dal 1° luglio in vigore la presenza di un defibrillatore all'interno di tutti gli impianti sportivi.

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Adesso è obbligatorio: Dal 1° luglio in vigore la presenza di un defibrillatore all'interno di tutti gli impianti sportivi.

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L'odissea di rinvii che si sono susseguiti per mesi è finalmente giunta al termine: dal 1° luglio scatta l'obbligo di legge per le società sportive dilettantistiche (SSD) e le associazioni sportive dilettantistiche (ASD) di essere dotate di defibrillatore all'interno dell'impianto sportivo che ne ospita le attività.

Il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin e il Ministro per lo Sport Luca Lotti hanno firmato il Decreto Balduzzi, protagonista negli ultimi 17 mesi di ben due rinvii (l'11 gennaio 2016 e il 19 luglio 2016) e una sospensione (fino al 30 giugno 2017, effettuata in base all’articolo 48 del decreto legge 17 ottobre 2016). E sono stati proprio i due Ministri a darne rapida notizia tramite i social network:

Beatrice Lorenzin, con un breve tweet, ha informato i suoi followers che da luglio sarà vigente l'obbligo dei defibrillatori negli impianti sportivi, anche dilettantistici, mentre Luca Lotti ha commentato in modo più ampio l'avvenuta firma del decreto, pubblicando sulla sua pagina Facebook un post che rappresenta un sunto del percorso fatto e sottolinea la grande importanza della presenza dei dispositivi salvavita all'interno delle strutture adibite all'attività sportiva.

Il Ministro, nello specifico, ha scritto che Mantenere un impegno, soprattutto nell’ambito delle Istituzioni non è solo una questione di principio. È una questione di sostanza. Oggi teniamo fede alla nostra parola: attraverso il Decreto congiunto tra Ministero della Salute e quello per lo Sport è in vigore l’obbligo per le società e le associazioni dilettantistiche di dotarsi di un defibrillatore all’interno dell’impianto sportivo in cui si svolgono le proprie attività”.

Il post prosegue evidenziando quanto i defibrillatori rappresentinoUn modo di rendere più sicuri e tutelati i tanti momenti di agonismo e di esercizio fisico che si praticano ogni giorno nel nostro ricchissimo mondo dello sport non professionistico. Troppo spesso funestato da tragedie evitabili grazie alla presenza di uno strumento tecnologico che può salvare la vita. Non sono pochi gli atleti che per tanti motivi si possono trovare in una condizione di emergenza mentre fanno sport. Tornano alla mente tante storie di giovani sportivi scomparsi che avrebbero potuto essere messi in salvo grazie a un defibrillatore. Ci siamo detti che avremmo dovuto fare di tutto perché non accadesse di nuovo. Abbiamo mantenuto quella promessa”.

Vediamo cosa dice il decreto al riguardo:

Come specificato nell'Articolo 1 (Dotazione e impiego dei defibrillatori da parte delle società sportive dilettantistiche), l'obbligo di dotazione e impiego di defibrillatori semiautomatici ed eventuali altri dispositivi salvavita si intende assolto quando:

  1. l'impianto sportivo utilizzato dalla SSD o dalla ASD è dotato di un defibrillatore semiautomatico o a tecnologia più avanzata;
  2. è presente una persona debitamente formata all'utilizzo di tale dispositivo durante le gare inserite nei calendari delle Federazioni sportive nazionali e delle Discipline sportive associate, durante lo svolgimento di attività sportive con modalità competitive e attività agonistiche di prestazione organizzate dagli Enti di promozione sportiva, nonché durante le gare organizzate da altre società dilettantistiche.

L'Articolo 2 (Obblighi), invece, specifica che:
le SSD e le ASD hanno l’obbligo di accertare, prima dell’inizio delle gare tramite propri referenti incaricati all'occorrenza, la presenza del defibrillatore all’interno dell’impianto sportivo, la sua regolare manutenzione e il suo corretto funzionamento, seguendo specifiche modalità indicate dalle linee guida presenti nell’allegato E del decreto ministeriale 24 aprile 2013;

le SSD e le ASD che utilizzano l’impianto sportivo devono assicurarsi che durante le gare da esse organizzate sia presente la persona debitamente formata ai sensi e per gli effetti dell’articolo 5, comma 7, del decreto del Ministro della salute del 24 aprile 2013.

L'Articolo 3 (Inadempimento dell’obbligo) pone chiaramente l'impossibilità di svolgere le attività sportive nel caso in cui venga constatata la mancanza del defibrillatore semiautomatico o di una tecnologia più avanzata utilizzabile come dispositivo salvavita.

Questi obblighi sono rivolti a tutte le SSD e le ASD che praticano una delle 396 discipline sportive riconosciute dal Coni (per approfondire questo punto si deve far riferimento alla delibera del 20 dicembre 2016, n. 1566 del Consiglio Nazionale del Coni).

Sono invece escluse dall'obbligo di dotazione del defibrillatore e dalla presenza obbligatoria del personale formato durante le gare le SSD e le ASD che praticano la propria attività al di fuori di un impianto sportivo e quelle che praticano discipline sportive a ridotto impegno cardiocircolatorio, quali bocce (escluse bocce in volo), biliardo, golf, pesca sportiva di superficie, caccia sportiva, sport di tiro, giochi da tavolo e sport assimilabili (come riportato nell'Art.5 del testo del decreto pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana ).

 




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