Giuseppe Passalacqua la sua esperienza, il suo carisma gli ingrendienti della scalata play-off del Domenico Savio.

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Giuseppe Passalacqua la sua esperienza, il suo carisma gli ingrendienti della scalata play-off del Domenico Savio.

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Alla sua prima esperienza sulla panchina di una formazione di Calcio a 5 con risultati più che soddisfacenti: quinto posto finale con 52 punti, 16 vittorie, 4 pareggi e 10 sconfitte, 164 gol realizzati e 152 subiti, numeri che permettono l’accesso ai quarti di finale play-off con la vittoria sul Comprensorio del Tirreno che vale la qualificazione alla semifinale persa sul campo della seconda forza del campionato lo Sporting Club Villafranca (3-1).

Stiamo parlando di Giuseppe Passalacqua allenatore del Domenico Savio compagine peloritana del giovane Presidente Vincenzo Morabito partecipante al campionato di Serie D della delegazione di Messina, il patron gialloblù   un sabato mattina di fine Novembre alza la cornetta “ciao Giuseppe vuoi allenare i miei ragazzi…….” , non ci pensa tanto per dire sì,  ecco che inizia la sua nuova esperienza come allenatore lui che proviene da una carriera di giocatore di calcio a 11 (difensore centrale, i suoi idoli Thiago Silva e Alessandro Nesta)  con numerosi campionati disputati dall’Eccellenza alla Prima Categoria con la maglia del Giustra, Real Messina, Itala, Piero Mancuso, Annunziata Peloro e Saponara, solo per citarne alcune  con un palmares di diversi campionati “vinti”.

La passione per il calcio a 5? “ E’ nata facendo volontariato presso l’Oratorio S. Matteo – ci dichiara mister Passalacqua –  con i ragazzi immigrati con cui abbiamo vinto il campionato PGS nella stagione 2015-16”.

La sua esperienza di calciatore e di mister  in panchina con i ragazzi del S. Matteo sono stati gli ingredienti vincenti sin dal primo giorno della sua nuova esperienza sulla panchina del Domenico Savio, subentrato all’esonorato Sambataro con la squadra che navigava nei bassi fondi della classifica  con lui il cambio di marcia che ha portato a 13 risultati utili consecutivi (11 vittorie e 2 pareggi), merito suo, ma soprattutto dei ragazzi “ senz’altro sono state loro i protagonisti di questo piccolo record in quanto hanno dimostrato di essere tecnicamente all’altezza di un campionato difficile  riuscendo  ad ottenere un risultato  che premia l’intero gruppo la base di ogni successo”.

Mister tutto sommato una stagione positiva per il S. Domenico Savio? “ Diciamo di sì, un bilancio tutto sommato positivo per la prima volta ha visto il Domenico Savio arrivare in semifinale contro lo Sporting”.

Una gara dov’è la differenza è stata l’inesperienza dei suoi ragazzi?L’inesperienza ci ha condannati è una cosa normale per un gruppo di ragazzi che hanno ampi margine di miglioramento sia individuale che di squadra”.

Al di là di questo un risultato alla fine giusto?Nonostante l’inesperienza di contro una squadra con giocatori esperti, senza entrare in polemica, qualche decisione arbitrale non ci ha favoriti, ma questo non è una scusante, alla fine chi non la mette dentro deve fare il mea culpa. Al riguardo devo ringraziare mister Rosario Scibilia  con le sue parole di pacatezza  in un momento particolare dell’incontro ha portato tutti alla ragione”.

Per lei l’attuale gruppo è la base di partenza per la prossima stagione? Senz’altro per me la rosa è tutta confermata. Cercheremo insieme alla Società di fare degli innesti mirati soprattutto in difesa  per fare il definitivo salto di qualità”.

Posso dire che puntate a vincere il campionato? Senza nasconderci la prossima stagione puntiamo alla vittoria del campionato”.

Lei parla di vincere il campionato di Serie D….. un eventuale ripescaggio in Serie C2 ? “ Questa è una decisione che deve fare la Società, secondo me la squadra è pronta con gli accorgimenti giusti d’esperienza abbinata alla tanta voglia, all’entusiasmo che regna in casa Domenico Savio possiamo fare bene”

Nella sua gestione si è  valsa della collaborazione di mister Giovanni Ficarra?Devo ringraziare il Presidente Morabito per la fiducia che mi ha dato dandomi una possibilità di dimostrare il mio valore, allo stesso tempo devo ringraziare anche mister Giovanni Ficarra per la pazienza dimostrata, oltre l’amicizia, c’è stata collaborazione fattiva con  scambio di idee nell’unico obiettivo di fare vincere la squadra”.

Il suo allenatore ideale?Da milanista dicono Carletto Ancelotti ma anche Antonio Conte”.

Chì è di voi due l’Antonio Conte? “ Senz’altro io, mentre Giovanni impersona la calma di mister Ancelotti”.

Alla fine di ogni intervista non può mancare il “gioco della Torre”, ovvero ti faccio tre nomi Simone Grasso, Carmelo Ruggeri e Stephan Basile dei tre chi butteresti dalla torre, ovviamente con la motivazione? “ Lascio sulla Torre Simone, un ragazzo che ha dimostrato la sua serietà, nonostante l’infortunio, è stato vicino alla squadra seguendo i suoi compagni anche in trasferta”.  Non posso buttare giù Stephan un ragazzo che ha dimostrato impegno, serietà, sacrificio, ma soprattutto sempre a disposizione dello staff, della Società e della squadra. Mando giù dalla Torre, Carmelo Ruggeri per quello che ha fatto nella gara contro il Comprensorio non me l’ha aspettavo, al di là dell’aspetto tecnico di giocatore per me un fratello minore”.

Siamo al termine della nostra chiacchierata con Giuseppe Passalacqua un mister “scaramantico dal punto di vista sportivo”, per esempio per scaramanzia non ha fatto nessuna foto ufficiale con la maglia del Domenico Savio, prima di congedarci…qualche ringraziamento particolare.

“Se mi permetti vorrei ringraziare Peppe Carbone e Ciccio Libro che hanno dimostrato di essere di categoria superiore, come non posso citare gli under Di Rosa e Irrera con molto impegno si sono sacrificati anche per la prima squadra dimostrando il proprio valore.  Una citazione per Massimiliano Maugeri e Giuseppe Giorgianni con la loro determinazione, carisma, tanto fiato ha supportato la scalata del Savio. Come non menzione i due portieri Angelo Guarnaccia e Alessandro Rando dimostrando nel momento cruciale del torneo il proprio valore. Infine il jolly dello spogliatoio, Domenico Moschella che pur giocando poco, è stato il perno dell’entusiasmo dentro lo spogliatoio.”

 



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