Riccardo D’Amico il faro della rivelazione Limina: “ sono una persona pretenziosa…nel mio Limina più che compagni siamo amici.”

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Home L'Intervista della settimana Riccardo D’Amico il faro della rivelazione Limina: “ sono una persona pretenziosa…nel mio Limina più che compagni siamo amici.”

Riccardo D’Amico il faro della rivelazione Limina: “ sono una persona pretenziosa…nel mio Limina più che compagni siamo amici.”

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Qual è la squadra rivelazione del campionato di Seconda Categoria del Girone  E, senza alcun dubbio senz’altro il Limina del Presidente Antonio Puglisi.

Nonostante si sia presentata da matricola, ha fatto parlare subito di sé, infatti, i ragazzi di mister Filippo Ragusa hanno messo in campo le stesse caratteristiche di squadra che quattro anni fa diede inizio alla nuova realtà liminese: uno per tutti, tutti per uno, lo spirito del gruppo è l’arma vincente.

Certo in ogni gruppo ci sono delle personalità che spiccano più di tutti, noi citiamo due giocatori: un liminese doc Carmelo Puglia e lo “straniero” Riccardo D’Amico, ormai naturalizzato liminese, proprio con  il centrocampista  furcese abbiamo analizzato il cammino di queste prime nove giornate della compagine liminese, gli obiettivi di squadra, ma anche personali di un una persona  che lui stesso si definisce “molto pretenziosa”.

Allora Richy possiamo fare un bilancio di questa prima parte del campionato del Limina che si presenta da matricola in Seconda Categoria, possiamo affermare del tutto positivo? Innanzitutto ti ringrazio per l’intervista e ti faccio i miei complimenti per la passione con cui porti avanti Sportjonico.it; parlando del Limina possiamo tranquillamente dire che arrivati alla nona giornata ha disputato una prima fase di stagione davvero positiva, condita da tre vittore, cinque pareggi e una sola sconfitta non dimenticando che abbiamo lasciato il nostro stadio di casa inviolato fino a questo momento”.

Tra le note positive di questa prima parte del torneo, il Limina è stata l’unica squadra del girone per diverse giornate imbattuta….vi ha pesato tale “primato”? Sicuramente abbiamo ripercorso la scia della scorsa stagione dove per le prime sette giornate siamo rimaste imbattuti e ci siamo ripetuti quest’anno con l’unica variante che siamo saliti di categoria, ciò dimostra che la squadra ha un’identità caratteriale e di gioco palesandolo sul campo”.

Nella vostra compagine ci sono stati diversi giocatori alla loro prima esperienza in Seconda…visti i risultati “esame superato” a pieni voti? “Sulla carta ciò che dice è vero ma fortunatamente da noi viene prima il gruppo e così facendo diventiamo tutti importanti e uguali agli occhi del compagno, solo così possiamo aspirare a divertici ma con la testa sempre in alto rivolta con aspirazione ad obiettivi futuri”.

Questa prima parte del torneo il campo ha dato le sue indicazioni: le prime tre della classe giocheranno per la vittoria finale, sei d’accordo? “ Abbiamo avuto il piacere di giocare contro tutte e tre le squadre che ci precedono è posso tranquillamente dire che meritano la posizione che occupano, squadre attrezzate  con giocatori di livello”.

Il Limina può essere il quarto incomodo per giocarsi fino alla fine la possibilità di lottare per il primato? “ Il Limina come recitano anche le partite, ha perso solo contro il Pisano, pareggiando con le altre due compagini di testa, ciò denota che meritiamo i punti guadagnati sul campo, di sicuro mi attengo sempre al verdetto del campo consapevole dei nostri mezzi”.

Certo, il Limina si deve guardare anche di altre squadre come l’Agostiniana notevolmente rafforza nel mercato dicembrino, per non parlare del Calcio Giarre, Pasteria, non sottovaluterei l’Akron…sarà una bella volata play-off? “ Tutte le squadre joniche e non, possono arrivare ai play-off, la classifica è molto corta e un passo falso può pregiudicare l’accesso alla griglia, importanti a mio parere saranno le partite da vincere in casa, ma soprattutto da non perdere fuori, perché anche i punti ottenuti dai pareggi a fine campionato serviranno molto per il piazzamento”.

Richy come giudichi il tuo campionato fino a questo momento, è secondo le tue aspettative…? “ Per quanto mi riguarda, io sono una persona molto pretenziosa da me stesso,  posso dirti che desiderei dare molto di più al Limina, innanzitutto mi piacerebbe realizzare la prima rete stagionale e secondariamente servire più assist decisivi ai miei compagni per risolvere le partite.”

In squadra c’è un certo Lorenzo……a casa parlate del Limina, degli eventuali errori commessi, in qualità di fratello maggiore sei ascoltato? “ Si’, un vero piacere giocare a fianco di mio fratello, parliamo spesso delle partite soprattutto dall’atteggiamento da avere in allenamento per ricevere i frutti durante le gare, mi ascolta essendo il fratello maggiore ma devo dire che anche io sto imparando molto dalla sua presenza. Sono molto contento che quest’anno giochi con noi potrà crescer molto sotto l’occhio del mister, ma soprattutto  aiutato da un gruppo che l’ha accolto subito bene”.

Il tuo ruolo è centrocampista con la licenza di tirare i calci di punizione…..ormai noti alla D’Amico delle parabole che spesso sono assist vincenti? “ Ti ringrazio per la definizione, sono del parere che le partite di qualunque categoria si decidano all’80% sui calci da fermo, mi  alleno ogni fine allenamento questo fondamentale per aiutare la squadra ad avere più benefici possibili, spero di migliorare sempre di più”.

Cosa è, cosa rappresenta la tua esperienza con la maglia del Limina? “ La mia esperienza a Limina non posso definirla solo calcistica, perché indossare questa divisa significa rappresentare lo stile della dirigenza e del mister, giocare per un paese che ci tiene  che vuole vederci dare sempre il massimo, lo scorso anno conclusosi con la vittoria del campionato è stata solo la ciliegina di una cavalcata fantastica che ha lasciato dentro di me dei rapporti che vanno oltre il calcio e di cui vado fiero, ragion per cui posso affermare che sarei rimasto a prescindere della vittoria del campionato perché prima di essere compagni siamo amici”.

Ti faccio tre nomi di quattro compagni di squadra, me li devi definire con un aggettivo con specifica spiegazione: il capitano Filippo Intelisano, Andrea Leo, Thomas Paratore e Marwin Costa? “Sono persone a cui sono molto legato, se dovessi utilizzare un aggettivo li definirei come persone buone e umili, siamo amici fuori dal campo per motivi diversi ma ci accomuna la voglia e la semplicità di stare insieme”.

Se ti nomino Nino Chillemi, Nino Costa e Gianpiero Lo Giudice tre giocatori che rappresentano il “12” uomo in campo, i vostri primi  tifosi? “Sono persone splendide, mettono positività alla squadra e sono loro che il primo anno hanno fatto parte di questa Società insieme ad altri compagni ancora presenti nel nostro organico, meritano il mio massimo rispetto per dedizione e la passione che hanno per questo sport e  per diquesta maglia”

Ultima domando con un gioco, su una torre si trovano mister Filippo Ragusa, il Presidente Antonio Puglisi e il sempre verde Carmelo Puglia, chi butteresti giù, ovviamente con la relativa motivazione? “Non potrei davvero buttare nessuno da questa torre, Carmelo Puglia che dire, il nostro highlander, immenso ed instancabile colonna di questa squadra e di questo paese, nominerei anche il vicepresidente Sebastiano Costa che insieme al Presidente Antonio Puglisi e il mister Filippo Ragusa   sono il trittico perfetto, senza di loro la squadra non ci sarebbe  e non avrebbe mai questi principi”.

 




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