Ritornerò più forte di prima...... lo afferma sua maestà " il Principe" Davide Principato.

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Ritornerò più forte di prima...... lo afferma sua maestà " il Principe" Davide Principato.

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Tutto filava liscio come l’olio, andava tutto bene, il bomber era in grandissima forma come la sua Robur nelle prime sette giornate, quando all’improvviso succede quello che nessuna si aspettava: campo comunale di Bronte, era il 7 Novembre 2015, il  ginocchio destro  decide di non supportarlo più: rottura del crociato anteriore.

Da quel giorno inizia il suo calvario da giocatore che soffre fuori dal terreno di gioco, inizia il recupero, il 12 Gennaio il suo “ginocchio” viene operato dall’Ospedale di Acireale dal Prof. Dal Poggetto. La domanda sorge spontanea cosa avrà pensato in quel momento il “principe” dell’area di rigore? “Ho capito subito che qualcosa si era rotto, non ci volevo credere ma poi la risonanza fatto il giorno dopo ha dato la conferma. In quel momento hai pensato che la tua carriera fosse a rischio?In quel momento mi sono passati mille pensieri, consapevoli di non essere più quello di prima”.

Stiamo parlando dell’attaccante Davide Principato nell’ultima stagione con la maglia della Robur nel campionato di Prima Categoria, prima dell’infortunio è sceso in campo nelle prime sette partite realizzando ben otto gol, nei due anni precedenti sempre con la maglia della Robur, il suo apporto è stato fondamentale, nella stagione 2013-14 con la maglia roburina mette a segno 14 gol, nella stagione successiva 2014-15 realizza ben 15 reti.  Inizia la sua carriera da giocatore nella sua Viagrande facendo la trafila nel settore giovanile fino ad arrivare all’età di 17 anni ad esordire in prima squadra nel campionato di Eccellenza, il debutto fuori casa sul campo del S. Giovanni Gemini.

Poi per alcuni anni mette da parte le “scarpe da giocatore”, li riprende nella stagione 2007-08 giocando con la Mediterranea Nizza dove gioca per ben cinque anni nel campionato di Prima Categoria, poi l’esperienza nell’Asd Furci, qui rimane una stagione per poi approdare nell’estate 2013 alla famiglia della Robur.

Bomber come hai vissuto il periodo dal giorno dell’infortunio al giorno dell’intervento? “ Ho vissuto il primo mese molto depresso, il pallone per me è la vita, vedere i miei compagni in campo la domenica mi faceva soffrire”.

E’ vero che la tua voglia di essere utile alla squadra prima dell’intervento ti ha portato durante la settimana di allenarti con loro? “ Si è vero. La mia presenza voleva essere un conforto morale e mentale per i miei compagni, io sono con voi ….per fare vincere la Robur”.

Immagino che la prima cosa che hai chiesto ai medici, quando potevi ritornare a giocare? “ Indovinato, la prima cosa che ho chiesto, la risposta…. da 6 a 8 mesi mi è crollato il mondo addosso”.

Come ha superato questo momento non bello della tua carriera da calciatore? “ Devo ringraziare soprattutto la mia famiglia che mia ha anche sopportato ( qui scappa la risata….), devo dire anche grazie alla Società, ai compagni, il modo particolare al mio capitano Ciccio Riccobene, naturalmente il mio mister Roberto Merlino.”

Sei contento che alla fine anche senza di te la Robur abbia raggiunto la salvezza? “ Non ci sono parole per quello che hanno fatto i miei compagni per aver raggiunto la salvezza, in risposta a chi ad inizio stagione considerava la Robur come indiziata a retrocedere”

Forte della tua esperienza credevi alla salvezza? “ Io ero convinto che la Robur avrebbe disputato un buon campionato, la sensazione l’ho avuta sin dai primi giorni della preparazione osservando la determinazione del mister e dei miei compagni”.

Tu, Riccobene, Sterratino, Rosario Sgroi, i “senatori della squadra” poi tanti giovani i n squadra? “ Noi come dici tu, i senatori della squadra, abbiamo aiutato sin dal primo giorno i giovani per farli entrare subito nella mentalità della Prima Categoria, non è stato facile, però alla fine lo spirito di sacrificio e l’impegno di tutti ha dato i suoi frutti”.

La prima risposta è arrivata nella prima gara stagionale con la vittoria in Coppa con il Randazzo? “  Abbiamo vinto, lì ho capito che la squadra aveva delle ottime prospettive per disputare un ottimo campionato, al di là delle voci non positive sulla Robur”.

Stessa cosa la possiamo dire per il campionato? “ Dopo sette giornate eravamo al secondo posto (13 punti) ed io avevo messo a segno ben otto gol”.

Possiamo dire che la Robur è Principato dipendente? “ Effettivamente possiamo dire di si, anche se un giocatore non può fare una squadra, ma può risolvere determinate partite, senza l’aiuto dei compagni non si ottengono risultati, il gruppo fa la differenza”.

Un momento di pausa mentre ci gustiamo una granita al caffè, all’improvviso chiedo a Principato, la prossima stagione giocherai? “  (qualche secondo di silenzio….poi la risata….) sicuramente devo pensare a guarire per ritornare più forte di prima, al momento non so in quale squadra giocherò, valuterò quando sarà il momento”.

Sarà la Robur? “ Il mio primo pensiero è per la famiglia della Robur, in questi tre anni sono stati vicini sia come giocatore sia come uomo. Non posso dimenticare l’aiuto è il sostegno della Società e dei compagni. A Letojanni mi trovo bene, anche se è ancora prematuro, una cosa è certa sicuramente il mio destino di giocatore è legato al mister Roberto Merlino”.

Nella tua carriera da quando hai ripreso a giocare dopo un periodo di pausa chi sono stati i tuo allenatori? Cinque anni con Mimmo Ucchino con la Mediterranea Nizza, un anno con Peppe Ciatto con l’Asd Furci, due anni con Giovanni Ruggeri  e un anno con Roberto Merlino alla Robur”.

Allenatori che ti hanno dato sicuramente tanto per la tua carriera? “ Senz’altro ognuno di loro mi ha trasmesso qualcosa….”

Bomber di solito concludo le mie interviste con un gioco: su un torre trovi Mimmo Ucchino,  Giovanni Ruggeri e Roberto Merlino chi butteresti giù, ovviamente non puoi non darmi la motivazione? “ Non mi permetterei di buttare nessun dalla torre, ognuno di loro mi han dato qualcosa, in maniera diversa che mi ha formato come uomo e giocatore. Non posso buttare giù Mimmo Ucchino, mi ha cresciuto calcisticamente, come non posso dimenticare i cinque anni vissuti a Nizza.

Con mister Ucchino il mio rapporto va oltre lo sport continua anche dopo l’esperienza di Nizza.  Mister Ruggeri mia ha trasmesso il sacrificio di gruppo, non posso buttare giù mister Merlino, mi ha fatto sentire importante come nessuno aveva fatto prima, come ai tempi di Nizza”.

 




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