Nicolò Scaletti sul podio più alto ai "Campionati Italiani di Karate Kyokushinkai" di cintura nera.

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Nicolò Scaletti sul podio più alto ai "Campionati Italiani di Karate Kyokushinkai" di cintura nera.

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Domenica 24 aprile 2016, a San Cataldo (CL), presso il Palazzetto dello Sport “Pala Maira” si è disputato l’atteso “Campionato Italiano di Karate Kyokushinkai”, importante kermesse sportiva, organizzata dall’ASD Power Gym di Sensei Aldo Raimondi, cintura nera 4° Dan. All’importante manifestazione hanno partecipato circa 140 atleti provenienti da numerosi dojo di varie regioni italiane.

Come preannunciato, la nostra riviera è stata rappresentata dal brillante Atleta, cintura nera 1° Dan, Nicolò Scaletti, Istruttore presso la Natural Gym nel settore Karate Kyokushinkai e responsabile della specifica disciplina nel comprensorio jonico.

Nico, così come viene chiamato dai suoi amici, ha dato prova della sua eccellente preparazione fisica e tecnica, ma soprattutto mentale. In questa competizione, esattamente nella categoria -75 kg., è stato l’atleta più piccolo di età, statura e peso, ma ha dato prova della sua tempra proprio come un “Wakajishi” o un giovane leone, così come il grande Mas Oyama, fondatore del Karate Kyokushinkai, amava definire alcuni suoi eccellenti e preparati atleti.

Match di qualificazione:Per vincere il primo incontro ha dovuto sostenere due round da due minuti, senza alcun recupero. Dopo appena due minuti dal termine del primo ha dovuto affrontare il secondo combattimento che lo ha visto impegnato in tre round da due minuti. Ormai stremato dai primi due incontri, il nostro fighter giunge in finale confrontandosi con un atleta molto forte e di tutto rispetto nel panorama marziale della ShinKyokushin.

La Finale per il titolo: Ma Nico è determinato, si è allenato duramente, è tecnico, non tira mai colpi alla rinfusa, sa che non può sprecare energie poiché l’atleta che gli sta di fronte è altrettanto veloce, forte e anche molto tecnico. Ma quasi dalle prime battute del combattimento si nota come Nico ne assume il predominio. Tenta un potente e veloce Ushiro Mawashi Geri Jodan (calcio circolare girato).

Si tratta di un calcio che colpisce con il tallone alla tempia dell’avversario), che per pochissimo non colpisce il bersaglio. Nico non si distrae e, poco dopo, raggiunge l’avversario con un potente, veloce e preciso Shita-tsuki (pugno rovescio al fianco sinistro) che fa indietreggiare l’avversario e facendo guadagnare un wazari. Questa sarà la svolta decisiva della finale. Di li a pochi secondi il round termina e Nico si qualifica Campione Nazionale nella categoria -75.

Prima affermazione di Nicolò Scaletti subito dopo il match: “Dal 29 giugno 2015, data in cui sono andato via dalla precedente federazione per entrare a far parte del Kanamura Dojo prima e della ShinKyokushin adesso, mi sono allenato costantemente in attesa di questa competizione. È stata una bellissima esperienza, indipendentemente dal risultato. Voglio ringraziare tutti coloro che mi hanno sostenuto in questa nuova avventura e anche quelli che mi hanno abbandonato. Quest’ultimi mi hanno dato la forza di andare avanti e superare tante difficoltà. Oggi ho avuto modo di vedere qualcosa di diverso nel panorama del Kyokushin: serietà, rispetto, serenità, compostezza e professionalità, da parte degli atleti, dei coach e arbitri. Il pubblico è stato meraviglioso, ha applaudito e fatto i complimenti a tutti, senza distinzioni. Veramente un bell’ambiente.

Certo che per raggiungere questo tipo di risultato non è stato facile: Non si può far tutto da soli. La serie A del Kyokushin non è uno scherzo televisivo. Infatti voglio ancora una volta ringraziare il mio team: Master Santi Casale quale eccellente e insostituibile preparatore atletico, “grazie Master” e il mio coach ed allenatore Luca Occhino che da sempre ha creduto nelle mie potenzialità, ma anche tutti i ragazzi della Kick Boxing che mi sopportano e mi consentono di mantenermi in forma facendomi provare le tecniche che poi applico in gara.

Per ultimo, ma non perché tale, voglio ringraziare anche un’altra persona: mio fratello Andrea! E’ sempre pronto a sostenermi e magari a farmi provare delle tecniche che con altri non potrei fare. E in gara non smette mai di spingermi a dare il massimo, come è avvenuto oggi. Grazie Andrea o “Armen”, come mi piace chiamarlo.

 



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