Acireale: Con il Giarre è stato l'ultimo atto. Titolari a casa, juniores in campo.

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Acireale: Con il Giarre è stato l'ultimo atto. Titolari a casa, juniores in campo.

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Peccato. Una stagione buttata alle ortiche sul più bello, quando tutto faceva credere che si potesse ottenere quel traguardo che ad inizio stagione sembrava irraggiungibile. L'Acireale che per molte settimane, lungo il tragitto nel campionato di Eccellenza sembrava lanciato verso un piazzamento che a fine stagione avrebbe regalato i meritatissimi play-off, in due settimane ha rovinato tutto.

Una sorta di harakiri giapponese, la forma cioè di suicidio che i samurai giapponesi usavano eseguire, colpendosi con un'arma da taglio al ventre per lavare un'onta subita che ricadeva sul proprio onore. Solo che qui non c'era nulla da lavare. Si è trattato di collasso fisico e mentale. Il giocattolo si è rotto e non è la prima volta ad Acireale che per anni ha potuto godersi campionati ben più nobili e che invece da ormai parecchio tempo sta vivendo un incubo, che pare non voglia terminare.

Riavvolgiamo il nastro indietro. Solo tre settimane fa, dopo la vittoria interna contro il Modica nel recupero infrasettimanale, l'Acireale si ritrovava quarta in classifica alle spalle di Siracusa, Scordia e Milazzo e con la possibilità reale di agganciare il Milazzo al terzo posto distante solo 3 punti. Poi è arrivata la disfatta a Rosolini, proprio mentre il Milazzo riposava, il pari interno 1-1 nello scontro con il Milazzo al "Tupparello", fino alla debacle di domenica scorsa al Regionale di Giarre, nella gara in cui i granata hanno perso 7-1.

Quello che era nell'aria da qualche giorno è esploso dopo la gara di Giarre. La società ha deciso di mettere fuori rosa tutti i calciatori "senior" perché protagonisti in negativo di una prestazione definita "ignominiosa", proprio mentre il tecnico Salvo Ricca rassegnava le dimissioni. Al momento la squadra è stata affidata al tecnico in seconda, già allenatore della Juniores, Tommaso Zanghì. Adesso si tratta di capire che squadra avrà a disposizione Zanghì.
La società ha fatto intendere che affiderà agli Juniores il compito di finire in modo quantomeno dignitoso il campionato, ma stando agli ultimi rumors sembra che il presidente D'Amico voglia provare a convincere qualche "senior" a ritornare al proprio posto e disputare con al petto la maglia granata le ultime 2 partite contro Sporting Viagrande e Taormina.

Ma cosa è successo veramente? I calciatori granata, dopo la gara interna pareggiata con il Milazzo avevano chiesto a Venerando Scuderi, entrato in società per sostenere il presidente D'Amico, di risolvere le questioni in sospeso (pagamento stipendi) e minacciato di non riprendere con gli allenamenti. La squadra è poi tornata a lavoro, ma di Scuderi non hanno avuto notizie, la punta Frittitta è andata via e la squadra ha poi giocato a Giarre. La verità è che l'Acireale, rivoluzionato a dicembre dal dg Pasquale Leonardo, ha sempre potuto contare su buoni calciatori e non su campioni o professionisti, come invece accade a Scordia e Siracusa.

Sospinta in campo dai leader acesi come Carmelo Ricca, Giuseppe Cocuzza, Giovanni Raneri. l'Acireale con il cuore e la voglia di sudare la maglia aveva raggiunto, con il massimo sforzo, un posto tra le prime 4. Poi qualche problema interno alla società ha condizionato il rendimento di alcuni calciatori, e fatto partire altri (vedi Frittitta), e mentre il gap con la seconda superava i 10 punti e quindi di fatto svaniva la possibilità di accedere ai play-off, la squadra è collassata senza stimoli e contro il Giarre è ramazzata al suolo. Questo è quanto. Resta il rammarico per una stagione che aveva fatto credere in un salto in D e fatto riaccendere gli entusiasmi tra un pubblico nostalgico di un calcio che è stato.

 



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