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L'Intervista della settimana

Alessandro Moschella: Da giocatore ha vinto il "Torneo di Viareggio", oggi con il suo Casalvecchio è "Campione D'Inverno".

Alessandro Moschella: Da giocatore ha vinto il

Il personaggio che questa settimana vi voglio presentare, è un ragazzo classe ’87 come tutti “innamorato” del pallone, come tutti il suo sogno un giorno era quello di giocare in un grande club, calpestare i campi della Serie A, diciamo che lui per certi versi tutto questo lo ha “coccolato” per ben nove anni ha indossato la maglia di un club storico che nel suo palmares conta ben sei scudetti, oltre ad avere in bacheca una Coppa Italia.

Lui ancora giovanissimo nel Febbraio 2007 vince il Torneo di Viareggio che veste rossoblù dopo 42 anni superando in finale 2-1 la Roma, mentre nel 2005 si deve arrendere alla Juventus per 2-0.  Vive l’emozione delle due promozioni dalla Serie C alla Serie A , ancora giovane, ma spesso veniva aggregato “alla prima squadra.

Il suo destino sembrava segnato, dimenticavo il suo ruolo era centrocampista, la su maglia la n. 16, invece sul più bello………..quel ragazzino partito con tanta voglia, con tanto entusiasmo è tanta voglia di “sfondare” dalla sua Casalvecchio, un paese di poco meno di mille abitanti in provincia di Messina, riempiva tutte le sue speranze in una grande città del Nord, in una regione la Liguria ad indossare una maglia prestigiosa quella del Genoa Calcio: facendo tutta la trafila dalle Giovanili fino alla Primavera, ed avere avuto anche l’onore portare al braccio la fascia di capitano.

A 21 anni il suo sogno svanisce definitivamente…..il suo ginocchio gli ha giocato un brutto scherzo (per due volte rottura del crociato con il collaterale, interventi alla cartilagine, non bastava tutto questo la “rottura dei menischi” e problemi anche alla rotula), tre anni da 18 a 21 anni in cui questo giovane casalvetino ha lottato con tutte le sue forze alla fine si è dovuto arrendere….………adesso questo ragazzo ha raggiunto le 30 primavere, è fa l’allenatore della squadra del suo paese il Casalvecchio Siculo che sta disputando il campionato di Terza Categoria con numeri da record: Campione d’Inverno con tre giornate d’anticipo, guida la classifica con 10 punti di vantaggio sulle immediate inseguitrici.

Una premessa lunga ma doverosa verso un ragazzo che fa della sua umiltà e sacrificio la sua arma segreta, non ama apparire, molto riservato e pacato, stiamo parlando di Alessandro Moschella da giocatore centrocampista del Genoa, oggi allenatore del Casalvecchio Siculo

Mister le vorrei fare tante domande, dopo tanto tempo ho il piacere di fare una chiacchierata con un allenatore, oltre che una persona molto obiettiva ma soprattutto competente? “Grazie per lo spazio che mi dedichi è un piacere essere intervistato da te e  grazie per le belle parole nei miei confronti come sai cerco di dare il massimo per il Casalvecchio”.

La prima domanda è d’obbligo, il Casalvecchio con diverse giornate di anticipo si è laureato “Campione D’Inverno”, un titolo platonico, ma fa sempre piacere “essere primi” anche se siano al giro di boa? “Abbiamo chiuso il girone di andata primi in classifica cercando di esprimere un buon calcio ed in alcuni momenti ci siamo riusciti davvero alla grande speriamo di continuare fino alla fine per poter festeggiare il titolo ....in qualsiasi momento della stagione è bello essere primi non solo al giro di boa”.

Lei è un giovane allenatore sinceramente parlando come fai a gestire una rosa di oltre 30 giocatori, diversi hanno militato in categorie superiori, in un campionato di Terza Categoria. Ci può svelare la ricetta se esiste, una ricetta di gestione di una rosa ? “Sono felice di poter fare un esperienza con questa rosa di calciatori ed amici,  non ci sono segreti per gestire tanti ragazzi penso che essere se stessi dire le cose come stanno e far capire che in una squadra tutti sono importanti sia il concetto base per andare avanti, poi ci sono anche momenti difficili che possiamo superare insieme.”

Forse riesce a gestire un gruppo,  oltre che da giocatori molto sono amici, al riguardo le è servita l’esperienza maturata da giocatore nella Primavera del Genoa? “L’esperienza vissuta a Genoa mi è servita molto sia per questa esperienza con il Casalvecchio che nella vita in generale. Ho avuto la fortuna di poter fare a Genoa tutta la trafila dalle Giovanili fino alla Primavera ed anche prima squadra.  Ho vissuto le finali del Viareggio di cui una  vinta ed una persa, ho avuto la fortuna di far parte del gruppo prima squadra che ha fatto due promozioni dalla C alla B e dalla B alla A... diciamo che tutto ciò mi ha fatto crescere dal lato umano e calcistico quindi un pochino la mia piccola storia  calcistica mi aiuta con i miei ragazzi del Casalvecchio”.

Ho toccato un periodo della sua vita (16-18 anni), un giovane che si vede spalancare le porte di un blasonato club professionistico della Serie A, il Genoa, davanti a lei si prospettava un futuro roseo, cosa ricorda degli anni vissuti in Liguria? “A Genova con il Genoa ho passato 9 anni bellissimi, sono partito giovanissimo rincorrendo il mio sogno diventare calciatore e pian pianino ero sulla strada giusta,  sul campo mi conquistavo il mio posto e per tanti anni ho avuto la fortuna di poter fare il capitano della squadra più vecchia d’Italia il Genoa per me era davvero un onore farlo ... ricordi belli ma dolorosi.”

Bei ricordi sicuramente, poi è arrivata la doccia fredda dell’infortunio al ginocchio? “Doccia fredda anzi freddissima perché non mi aspettavo di poter avere  un infortunio del genere che mi ha portato dai 18 a 21 anni ad affrontare più interventi al ginocchio e quindi a frenare il mio sogno”

Prima di approdare al Casalvecchio, hai messo la tua esperienza , la tua passione a disposizione dei giovani, iniziando il rapporto con la Scuola Calcio dell’Akron Savoca? “Quando sono tornato da Genova pensavo che io e il calcio non dovevamo avere più rapporti, quindi avevo deciso di abbandonare questo sport, ma come tu ben sai caro mimmo non è mica facile e il mio caro amico Nico Rovito mi ha convinto a far parte del gruppo Akron Savoca facendomi scoprire la passione di stare a contatto con i bimbi e poter trasmettere a loro quello che io avevo imparato calcisticamente ... una bella esperienza !!!!”

Alessandro  ti faccio un nome Cosimo Cicala: Alessandro devi allenare la squadra del nostro paese…..ha usato più o meno queste parole per convincerti a sposare il progetto? “Cosimo cicala oltre che essere il Presidente del Casalvecchio è un amico, un ragazzo davvero eccezionale che mi ha chiesto con le parole che hai detto tu di allenare questa squadra. Ringrazio tutta la dirigenza che mi ha voluto ragazzi davvero bravi che hanno riportato il calcio a Casalvecchio dopo tanti anni di buio.”

La prima stagione è stata di assestamento, quella in corsa programmata per il traguardo della promozione in mese di Maggio? “La scorsa stagione è stata una stagione ricca di sorprese,  una squadra creata con molti ragazzi che si avvicinavano per la prima volta in un campo a 11 e altri che erano fermi ai box da anni per via di tanti infortuni. Ma devo dire che dal mio punto di vista è stata una bella stagione dove abbiamo sfiorato più volte i play off sapendo di aver fatto più di quanto potevamo fare, mentre quest’anno siamo partiti più convinti e con qualche rinforzo in più quindi con l’ obiettivo play off e che invece per ora ci vede in testa alla classifica”.

Coach Moschella, mi trovi un difetto in questo Casalvecchio “Campione D’Inverno”? “Siamo una squadra piena di difetti magari ne avessimo solo uno”.

Ultima domanda con il solito gioco della torre, un po’ diversa da solito:ci sono tre persone: Cosimo Cicala amico, Cosimo Cicala Presidente, Cosimo Cicala giocatore-capitano, qual’è persona butterrebbe dalla torre, ovviamente la motivazione? “ Risata generale….qualche secondo di silenzio…. “Mi spiazzi con questo giochetto……Cosimo Cicala è la torre…”

Allora mister siamo alla fine della nostra chiacchierata……”se mi permetti vorrei ringraziare la società Casalvecchio perché mettono me e i calciatori in condizioni per poter lavorare al meglio. Ringrazio i Warrios, i nostri tifosi che sono il 12 uomo in campo ...tifo così in Terza Categoria non si vede, infine ringrazio i miei calciatori per i sacrifici che fanno e poi ringrazio te  la chiacchierata fatta”.


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